Gioco
«Mai noi medici ci siamo tirati indietro ma ora siamo stanchi fermate le polemiche»
La lettera di un reumatologo e di una nefrologa dopo il dibattito tra camici bianchi sui rischi dell’utilizzo di non specialisti in corsie Covid
L’INTERVENTO
Da alcuni giorni sul Tirreno raccontiamo la diatriba in corso tra i medici ospedalieri nata dopo che il direttore del dipartimento delle specialistiche mediche Roberto Bigazzi ha chiamato alle armi tutti i camici bianchi della sua area per intervenire nei reparti Covid. Dunque non solo i pneumologi e gli specialisti in malattie dell’apparato respiratorio e in malattie infettive, ma anche gastroenterologi, neurologi, cardiologi, oncologi, nefrologi, diabetologi.
Una situazione che si è ripetuta in numerosi ospedali italiani e che ha fatto decidere all’Anaao, il principale sindacato dei medici ospedalieri, di diffidare l’Asl a non impiegare medici non specializzati in malattie respiratorie nei reparti Covid, per evitare di «mettere in grave pericolo l’incolumità dei pazienti ricoverati».
Il dibattito è proseguito con una serie di interventi sul nostro giornale e anche con un botta e risposta pubblico su Facebook tra alcuni dottori che il Tirreno ha ripreso e pubblicato.
A fianco riportiamo i passaggi più significativi della discussione.
Di seguito pubblichiamo un’altra puntata di questo dibattito riportando la lettera inviata al Tirreno da parte di altri due medici ospedalieri, il reumatologo Gianluigi Occhipinti e la nefrologa Valentina Batini, chiamati ad operare in corsia Covid.(gc)
Siamo due medici dell’Ospedale di Livorno. Scriviamo personalmente convinti però di parlare a nome di molti.
In questi giorni si sono susseguiti articoli sul vostro giornale che dipingono una diatriba tra dirigenti medici sull’organizzazione circa l’assistenza clinica ai pazienti Covid.
Chi scrive ha intenzione di dare voce alla maggioranza silenziosa dei dirigenti medici dell’area medica, che pur non essendo specialisti in rianimazione, in malattie infettive o pneumologia stanno contribuendo, senza bisogno di ordini di servizio o precettazione a supportare i colleghi delle specialistiche nella gestione delle aree Covid e per quanto possibile mantenere le attività non Covid.
Conosciamo bene quali sono i problemi non risolti e spesso non affrontati in questi mesi, tanto a livello locale che nazionale. Talmente bene che abbiamo contribuito a stilare un documento indirizzato alla direzione dove si evidenziano, sì le carenze ma, soprattutto, in maniera costruttiva, si fanno delle proposte per migliorare l’assistenza ai pazienti e la qualità del lavoro degli operatori, auspicandoci che la direzione aziendale e di presidio vogliano al più presto discutere con i firmatari del documento tali proposte ed accoglierle almeno in parte. Sono proposte concrete che poco interesserebbero i lettori di questo giornale ma che volentieri possiamo mostrarvi se interessati ad aprire un dialogo più tecnico.
È questa una fase in cui le energie, anche personali, sono limitate. Siamo stanchi. Stanchi di una malattia che sembra più veloce di noi e che rincorriamo ormai da mesi. Stanchi di cambiare padiglioni, turni, di rinunciare a ferie e riposi, di non saper mai dove saremo il giorno dopo. Stanchi anche di avere paura. Non ci siamo mai tirati indietro, né allora né tanto meno lo stiamo facendo adesso. E queste poche energie non vogliamo sprecarle in sterili polemiche sottolineando ciò che non è stato fatto in questi mesi, cosa ormai lampante ai più.
Siamo in piena emergenza, non vi sono posti letto per malati Covid e non Covid (mentre scriviamo in pronto soccorso ci sono 14 pazienti in attesa di ricovero) e l’unica cosa che in realtà sappiamo fare è cercare di contribuire tutti a fare sì che i pazienti abbiano la migliore assistenza possibile. E lo facciamo, ogni giorno, come lo abbiamo sempre fatto, con impegno e professionalità.
Questi sono la maggioranza dei medici cosidetti “non Covid” impegnati in area Covid, e, con la presente, oltre a chiarire la nostra posizione, facciamo una richiesta: lasciamo fuori le polemiche, tutti, che anche i cittadini sono stanchi, esattamente come noi.
Valentina Batini
Nefrologia
Gianluigi Occhipinti
Medicina Interna
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