Gioco
«L’Asl ha aspettato il caos per chiamare nuovo personale»
Stamani presidio di Cgil, Cisl e Uil davanti all’ospedale. La denuncia del segretario della Cisl Fp Redini
LIVORNO
«È sempre un’amara soddisfazione dire: l’avevamo detto», commenta il segretario generale Cisl Funzione Pubblica, Francesco Redini, annunciando il presidio che si terrà stamani dalle ore 10 alle 12 davanti agli ospedali di Livorno, Cecina, Piombino e Portoferraio.
L'iniziativa è organizzata da Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl e Uilpa nell'ambito della giornata di mobilitazione nazionale “Pubblico per il pubblico” a sostegno dei lavoratori della sanità e da Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltrasporti nell'ambito della giornata di sciopero a livello nazionale per il mancato rinnovo del Ccnl Multiservizi.
«Il 15 settembre - spiega Redini - avevamo proclamato lo stato di agitazione per il presidio ospedaliero di Livorno perché era chiaro che le politiche assuntive dell’Asl erano inadeguate e ci avrebbero portato al punto in cui siamo: personale insufficiente, stanco e preoccupato e chiusura dei servizi per far fronte alla seconda ondata», dice Redini.
«I lavoratori – aggiunge - sono stanchi di coprire i turni rinunciando alle ferie, così come è stato imposto dalla direzione, facendo doppi turni o coprirli con l’attività aggiuntiva. Non si sono ancora ripresi dalla prima ondata di marzo. Allora erano eroi ora c’è chi addirittura prospetta una tassa sul loro salario per collaborare a coprire i danni del lock down».
Oggi i lavoratori saranno in piazza «per ricordare alla cittadinanza gli errori della direzione Asl e della politica - spiega Redini -: una piazza secondo le regole anticovid; non si può aspettare novembre e il caos per far partire le chiamate per tecnici, infermieri, Oss e medici per coprire l’emergenza, si doveva partire molto prima. Ma probabilmente qualcuno ha fatto il conto di poter affrontare il tutto chiudendo i servizi e ricorrendo al super lavoro. A questi chiediamo il conto».
Secondo la Cisl le attività territoriali non sono state potenziate come dovevano essere. «Anche lì il personale è sempre lo stesso e forse saremmo riusciti a ridurre il ricorso al pronto soccorso e ai ricoveri saturando un ospedale vecchio e mal messo come è quello di Livorno».
«Gli operatori - continua il sindacalista - devono stare chiusi nelle loro tute per interi turni perché i numeri non permettono l’alternanza presso i letti covid. E i numeri si assottigliano per i tanti operatori contagiati, costretti a casa».
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