Gioco
I lavoratori invisibili scioperano «Contratto scaduto da 7 anni»
In provincia sono circa 2500, sono impiegati nelle attività più disparate, dalle pulizie alla guida di scuola bus. I loro stipendi spesso non superano i 400 euro
LIVORNO
Un contratto nazionale che attende di essere rivisto da sette anni e mezzo e che riguarda 600 mila lavoratori italiani di cui 2500 nella nostra provincia e con stipendi che spesso non superano 400 euro nel settore dei multiservizi. Per questo, i sindacati di riferimento hanno annunciato ieri nella sede della Cgil, lo sciopero per oggi, garantendo solo un servizio essenziale come per esempio quello della sanificazione all’interno degli ospedali. Multiservizi è un termine astratto, che riguarda le imprese di pulizie, ma anche quelle di giardinaggio, i call center, gli autisti degli scuola bus, stenotipisti del tribunale e persino lo spazzamento stradale. Lavoratori definiti fantasma, ai quali spesso nessuno pensa perché lavorano di notte o prima dell’alba negli uffici ma che in periodo pandemico sono ancora più necessari perché garantiscono un lavoro in sicurezza per medici ed infermieri, ma anche negli uffici pubblici, nelle scuole o nelle caserme. «Eroi nascosti, che contribuiscono alla salute di tutti -esordisce Flaviano Bardocci, funzionario Filcams Cgil – ma il loro operato non è riconosciuto dalla parte datoriale. La trattativa doveva ripartire a fine 2019, ma le associazioni al tavolo hanno avuto atteggiamenti non idonei. Ad oggi, nulla c’è di concreto, nonostante i solleciti». Da nove mesi, da quando è iniziata la guerra contro il coronavirus, si è provato ancora a rivendicare i diritti dei lavoratori che producono un surplus di guadagno con le sanificazioni, non viene riconosciuto. «Forse è rimasto, questo, il contratto da ridiscutere più vecchio in Italia». Bardocci denuncia. «Duemilacinquecento persone sotto pagate, e che faranno sentire la propria voce non solo con lo sciopero, ma anche con tre presidi fuori degli ospedali di Livorno, Cecina e Piombino dalle 10 alle 12. La gente deve sapere». Da Bardocci, a Massimo Marino, segretario regionale Uil trasporti. «Gente part time, al di sotto delle 20 ore, molte donne con figli e mono reddito che poi magari vanno nell’elenco cattivi pagatori perché non riescono a pagare le bollette. Aziende che non pagano tutti i mesi, stipendi sotto la soglia di povertà e in un settore, quello dei multiservizi che genera un giro di affari per 60 miliardi di euro l’anno». Una fase conflittuale che si è aperta dopo tre rinnovi perduti. Chiusura con Raffaella Parlanti della Fisascat Cisl Livorno. «Siamo allo sfinimento, dopo le prime promettenti illusioni. La situazione è grave e garantire dei servizi comunque è un atto di grande responsabilità. Saremo quindi presenti comunque, e nonostante l’assenza di un accordo sui servizi minimi nella nostra regione, in ospedale e caserme. La battaglia è appena iniziata». Lo slogan finale, lo lancia Bardocci: «Questi lavoratori sono servitori della società, non servi delle aziende». —
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