Gioco
Addio Paolo, sacrestano di San Benedetto «Un punto di riferimento per la comunità»
Le parole del parroco, don Tomasz Zurek: «Un uomo buono, che si è sempre speso a favore della comunità»
il ricordo
TOMMASO SILVI
«Paolo era una persona semplice ed educata. Aveva un modo di fare gentile e garbato, era sempre disponibile per dare un aiuto a chiunque ne avesse bisogno. Spesso aiutava le donne anziane a fare la spesa, e stava molto attento al sagrato della chiesa. Lo spazzava quotidianamente con cura per tenerlo pulito».
Don Tomasz Zurek ricorda con affetto Paolo Bernini. Il sacrestano della parrocchia di San Benedetto. «Un uomo buono – prosegue don Zurek –, in molti venivano a trovarlo, anche da altre zone della città. Era un simbolo». Paolo è morto a 72 anni martedì per un malore nella sua abitazione in Borgo Cappuccini, dove viveva con la sorella Eliana. In Borgo ci era nato e cresciuto, aiutando babbo Giovani e mamma Evelina nella macelleria di famiglia. In seguito fu lui a prendere le redini dell’attività, arrivando fino alla pensione. Da quel momento era iniziato il suo impegno assiduo nella parrocchia di San Benedetto.
«Paolo era importante per la parrocchia – spiega don Zurek – la sua presenza, qui, ogni giorno, era sinonimo di accoglienza per tutti coloro che entravano. Era un aiuto per chi ha bisogno di un’informazione o di un certificato, che lui prontamente riempiva con tutti i dati e poi mi lasciava per la firma; si era messo al servizio di tutta la comunità, perché si occupava della chiesa e delle pulizie, serviva ogni giorno la messa con devozione e senza mai stancarsi; è stato davvero un uomo che con il suo impegno ha dato lode al Signore e lo ho fatto nel puro spirito di volontariato». L’attività di Paolo Bernini in parrocchia era iniziata anche prima che diventasse sacrestano. Negli anni Settanta, quando il parroco era don Medori, faceva parte del gruppo giovani, ma la sua professione, negli anni, lo aveva portato lontano dal quartiere. Fin da giovane nutriva quel senso di solidarietà che, col tempo, lo ha portato ad essere una figura speciale per molte persone.
«Molti anziani che frequentano la parrocchia - racconta ancora don Zurek - continuavano a chiamarlo bimbo, perché nonostante fosse cresciuto era rimasto, nell’immaginario collettivo, il bimbo del quartiere. E questa cosa era bellissima, raccontava perfettamente la sua purezza d’animo». Il funerale di Paolo Bernini si è svolto mercoledì mattina, e la salma è stata tumulata al cimitero dei Lupi. Paolo, oltre alla sorella Eliana, lascia il fratello Alberto. Negli ultimi giorni, molte persone alla notizia della scomparsa di Paolo hanno espresso le condoglianze alla famiglia. La morte del sacrestano di San Benedetto ha gettato nello sconforto tanta gente; tutti erano abituati a vederlo di fronte alla chiesa. E sapere che non c’è più lascia un vuoto davvero enorme. —
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