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il progetto 

Un amico “di quartiere” per aiutare i più fragili

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LIVORNO

L’emergenza coronavirus si combatte anche fuori dagli ospedali. Sostenendo le persone fragili, che rischiano di soffrire più di altre la chiusura totale imposta dal governo. “L’Amico di Quartiere” è un progetto che mira a favorire l’integrazione sociale sul territorio di giovani in carico all’Ufsma (Unità funzionale salute mentale adulti) di Livorno.

Ideato dall’associazione Avofasam (Associazione di volontariato familiari per la salute mentale) con la partecipazione della Usl Toscana nord ovest, mediante i propri medici psichiatri, sta per essere avviato grazie al finanziamento di Fondazione Livorno. Un educatore dedicato ed esperto, messo a disposizione dalla cooperativa Cuore Liburnia, ha avuto l’incarico di dedicarsi a pazienti che da troppo tempo, a causa della malattia, si sono abituati a vivere in situazioni di isolamento, rinunciando a occasioni di socializzazione e aggravando le proprie difficoltà relazionali.

Lo scopo del progetto, che si perfezionerà dopo una prima fase sperimentale, è quello di inserire i pazienti in centri di aggregazione sparsi sul territorio, come le associazioni sportive e i circoli ricreativi e culturali. Ma anche di farli partecipare a corsi di formazione, a attività parrocchiali e hobbistiche dove poter sperimentare attività propedeutiche ad un potenziale inserimento lavorativo.

La prima fase, comunque, verterà principalmente sul recupero della socialità e ai pazienti, per prima cosa, verrà garantito un supporto negli spostamenti e nelle relazioni iniziali. —

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