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Livorno

manifestazione sul viale alfieri 

Sanità in stato di agitazione Fials: ecco gli errori dell’Asl

Rosanna Harper
Sanità in stato di agitazione Fials: ecco gli errori dell’Asl

Il leader Ferrucci va all’attacco: «L’ospedale non basterà  mai se i servizi sul territorio  non hanno il potenziamento  indispensabile»

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/ livorno

Sul viale Alfieri, all’ingresso dell’Ospedale, la manifestazione del sindacato Fials dà voce allo stato di agitazione proclamato da inizio settembre. «Abbiamo organizzato alcuni incontri con l’azienda senza ottenere risposte», spiega Massimo Ferrucci, segretario provinciale Fials.

I motivi dello stato di agitazione? Li spiega il dirigente sindacale: «L’ospedale non basterà mai se il territorio non ha il potenziamento indispensabile: il distretto di Fiorentina funziona in condizioni affannose, il distretto di via del Mare non è attivo, in città mancano le case della salute. Inoltre, le Usca (Unità Speciali di Continuità Assistenziale) sono insufficienti».

«Per quanto riguarda i posti letto, – continua Ferrucci – l’Ospedale di Livorno presenta il parametro più basso a livello regionale: i posti letti sono in numero inferiore a quanto necessario. Con l’emergenza legata al Covid tale carenza è aumentata».

L’esponente Fials insiste sulla mancanza di personale. «Sbagliata la scelta da parte della Regione Toscana: se avessero potenziato l’ospedale di Livorno e quello di Lucca, inizialmente individuati come ospedali Covid per l’area vasta Nord-Ovest, non ci sarebbe stata la necessità di attivare posti letti in provincia. Ciò non è stato fatto perché manca il personale: con le nuove assunzioni effettuate in emergenza, la Usl ha coperto la carenza di personale del turn over 2019».

«L’ospedale di Livorno – chiude Ferrucci – è allo stremo. Vicino al pronto soccorso avrebbero dovuto collocare una tensostruttura per l’accoglienza, ma ancora non abbiamo visto niente».

«Il contagio da Covid – ribadisce Daniela Boem, esponente della segreteria provinciale Fials – si sta espandendo tra il personale sanitario. Abbiamo chiesto al direttore generale della Usl di applicare l’ordinanza della Regione Toscana del 24 ottobre che prevede di ridurre i rischi della infezione tramite tamponi rapidi: il personale ospedaliero ci dice però che tale ordinanza non è ancora stata applicata». —

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