Il Tirreno

Livorno

La bocciatura del piano attuativo dice che serve un cambio di passo

Lista Sinistra Civica Ecologista

Sinistra Civica Ecologista incalza Comune e Regione perché sollecitino la ministra a prendere di petto il problema di Palazzo Rosciano 

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l’intervento

Le sentenze del Tar, emesse su tre dei tanti ricorsi (ben diciassette) che pendono sugli atti amministrativi adottati dall’Autorità Portuale di Sistema, rappresentano l’ennesima conferma che il porto di Livorno ha gravissimi problemi di governance, che si protraggono ormai da diversi anni.

Questa situazione, unita ai ben noti ritardi nella realizzazione delle opere (Darsena Europa e scavalco ferroviario, per citare i più importanti) che consentirebbero la rinascita e il rilancio del porto, ha determinato e determina un clima di incertezza per il futuro dello scalo labronico.

La bocciatura da parte del Tar del Piano attuativo di dettaglio (Pad), varato dal presidente dell’Autority nonostante il parere contrario espresso nel Comitato di gestione da parte dei rappresentanti della Regione Toscana, del Comune e dell’Autorità Marittima, evidenzia l’inadeguatezza dei vertici dell’Autorità Portuale.

Nei mesi precedenti le forze politiche di maggioranza hanno presentato e approvato in consiglio comunale un atto di indirizzo in cui si chiedeva di fatto un cambio di passo nella gestione del Porto, facendosi portavoce delle istanze provenienti dagli operatori e dai lavoratori portuali.

La ministra alle infrastrutture e ai trasporti, sollecitata dall’amministrazione comunale e dai rappresentanti delle associazioni di categoria, si è impegnata a risolvere la questione in tempi brevi ed ha stanziato importanti risorse per la realizzazione della Darsena Europa, per la quale sarà nominato un commissario. Purtroppo l’acuirsi dell’emergenza sanitaria non potrà che avere conseguenze negative sulle attività e quindi sull’occupazione.

Alla luce di tutto ciò la lista Sinistra Civica Ecologista di Livorno chiede all’amministrazione comunale e alla Regione Toscana di sollecitare nuovamente la ministra perché adotti il provvedimento che segni il cambio di passo e di governance, nell’interesse generale e pubblico del nostro territorio, perché mantenere questa situazione, in una fase così critica e delicata, può condurre il porto e la città in una crisi profonda da cui sarà difficile risollevarsi.

L’auspicata nuova governance pubblica dei porti di Livorno e Piombino avrà fra le priorità la gestione e programmazione integrata dei due scali, sia a livello amministrativo che di visione economica-industriale. L’obiettivo dovrà essere solo quello di attrarre investimenti, per lo sviluppo dei due scali, secondo le loro migliori potenzialità, per incrementare le opportunità di lavoro, di qualificazione professionale, di valore aggiunto per tutto il comparto.

Perché questi obiettivi siano raggiungibili, occorre competenza, equilibrio e capacità di concertazione sul territorio. —

Lista Sinistra

Civica Ecologista



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