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Rompono una telecamera e imbrattano un muro del parcheggio Odeon

Stefano Taglione
Rompono una telecamera e imbrattano un muro del parcheggio Odeon

Livorno: secondo i testimoni alcuni ragazzini avrebbero utilizzato la bomboletta spray per scrivere sulla parete. Indaga la polizia

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LIVORNO. Hanno imbrattato un muro bianco del parcheggio dell’ex cinema Odeon con una bomboletta spray, scappando prima che arrivassero le forze dell’ordine. È accaduto martedì 10 novembre, attorno alle 20, proprio nella struttura coperta vicino alla sede della Misericordia di via Verdi. A provocare i danni – è stata anche distrutta una telecamera di videosorveglianza della società che lo gestisce – sarebbero stati alcuni ragazzini che in quel momento si trovavano all’interno della struttura. Nelle scritte, diverse e di colore blu e nero, si leggono insulti e le parole «Morte», «Sex» e «Fascio», ad esempio, apparentemente scollegate l’una dall’altra.

Appena alcune persone si sono rese conto della situazione hanno immediatamente chiamato il 113, che ha inviato sul posto un equipaggio della Squadra volante dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della polizia di Stato, diretto dal commissario capo Claudio Cappelli, e per verificare la serietà delle scritte – come da prassi in questi casi – anche i colleghi della polizia scientifica e della digos. Gli agenti hanno quindi effettuato un approfondito sopralluogo fuori e dentro la struttura. Stando almeno alle prime indagini degli inquirenti sembrerebbe che gli autori siano stati appunto gli stessi ragazzini segnalati poco prima da alcuni proprietari di auto che stavano uscendo dal parcheggio multipiano, quindi non ci sarebbe alcuna matrice diversa (e più seria) dietro a quelle scritte.

Sul posto è stata trovata anche una bomboletta, probabilmente utilizzata per imbrattare la parete bianca. Purtroppo non è la prima volta che alle forze dell’ordine arrivano segnalazioni sui ragazzini che si ritrovano proprio all’interno dell’ex cinema Odeon, creando fra l’altro non pochi problemi. Da qualche anno, ad esempio, più volte sono stati visti numerosi gruppi (ci sono anche le foto) arrampicarsi fino all’ultimo piano del silos blu. «Spesso hanno fra i 13 e i 15 anni», erano le segnalazioni che si potevano leggere sui social network. Ora sono passati alle scritte.
 

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