Gioco
Riusciremo a farcela? Non lo so, anche se ho 30 anni di esperienza
LIVORNO
Bar e ristorante che affacciano su due strade (via Mayer e via Ricasoli), doppia opportunità per attrarre ogni tipo di cliente o doppia “fregatura”, visto che da oggi entrambi i locali comunicanti sono soggetti a chiusura per il nuovo decreto. È questo il dilemma che consuma Alessandro Polese, titolare del Caffè Ricasoli, che pure valuta la situazione dall'alto di più di trent'anni di esperienza personale (dei quali 18 proprio dietro al bancone del locale a cavallo delle due vie) alla quale si aggiunge la tradizione di famiglia, sempre nella ristorazione e somministrazione con il vecchio bar.
«Finora quest'anno era andata abbastanza bene, i clienti riuscivamo a metterli a sedere (ai tavolini del bar, ndc) e il ristorante lo abbiamo concepito proprio per l'asporto», racconta Polese. Che poi tuttavia confessa: «Ho paura che d'ora in poi, con la chiusura, la gente tornerà a usare il “tegamino”, come si faceva una volta, per portarsi il pranzo da casa sul luogo di lavoro».
Dalla sua Polese avrebbe anche l'esperienza maturata a maggio scorso col tentativo di puntare sul delivery «ma non è andata alla grande».
E neanche il suo occhio da veterano di lungo corso in questo settore commerciale sembra in grado di scorgere qualcosa più in là dei prossimi giorni: «Ce la faremo? A questa domanda posso solo rispondere solo con un “Boh”», conclude l’imprenditore.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
