Gioco
Regole e divieti, il sindaco scrive alla città «Prudenza massima, ora dipende da noi»
Salvetti si rivolge a tutti i livornesi nel giorno in cui entrano in vigore i nuovi limiti legati alla “zona arancione” «Questa è la situazione più difficile da controllare, inaccettabili gli assembramenti visti sul lungomare e ai moletti»
L’appello
Luca SaLVETTI
Siamo in una situazione ibrida, la più difficile da controllare.
Non siamo nel lockdown della primavera scorsa, quando era estremamente più facile gestire i comportamenti di 160 mila livornesi: era vietato uscire e chi non osservava le regole poteva essere facilmente individuato e invitato a farlo.
Non siamo neanche nella fase di questa estate, quando il virus non circolava e per quattro mesi con zero positivi abbiamo potuto vivere realizzando iniziative ed eventi, coinvolgendo i cittadini in maniera prudente e ordinata.
Siamo in un momento dove mancano riferimenti certi, dove il virus circola pericolosamente e dove la catena di comando, che parte dagli esperti del comitato scientifico e attraverso il Governo e la Regione arriva fino a noi, ci indica un quadro di riferimento che cambia di giorno in giorno con le sensazioni, i numeri e le parole che fanno alzare il nostro livello di preoccupazione.
È proprio adesso che dobbiamo mantenere il sangue freddo e ragionare, i comportamenti devono essere indirizzati al massimo della prudenza, perché così si salvaguardia la nostra salute e quella dei nostri cari e perché così si facilita il lavoro degli enti pubblici, Prefettura, Regione, Comune e Usl nel ridurre al minimo i rischi di contagio.
In queste settimane nei luoghi sono stati organizzati i controlli e i sistemi di prevenzione i risultati sono stati estremamente significativi. A Livorno è accaduto in strutture come il Mercato centrale, per le strade della Venezia nei week end dove c’era da limitare la “movida” e nelle scorse ore in piazza Attias tra i giovanissimi raggiunti e coinvolti dagli operatori delle associazioni.
È chiaro però che questo impegno non può ricoprire all’unisono l’intero territorio di una città ampia e popolata come la nostra in cui star fuori è da sempre uno stile di vita, ecco allora che ci colpiscono le immagini degli assembramenti sul lungo mare e ai “moletti” che non possono essere accettati e che vedranno un intervento marcato, deciso e strutturato all’interno del Comitato per l’ordine e la sicurezza.
A complicare il quadro ci sono le storie di quelle persone che in questo momento hanno sospeso le loro attività e che hanno lanciato in questi giorni il loro grido d’allarme, persone che escono disorientate dal susseguirsi di allarmi e rassicurazioni di queste settimane e che non possono sopportare il disinteresse di altri e i punti interrogativi sui ristori economici da avere.
Ecco allora che per noi che siamo chiamati ad applicare il vari Dpcm diventa fondamentale avere a disposizione il quadro chiaro da raccontare ai nostri cittadini.
Se ci sono i 21 indicatori che hanno fatto decidere come colorare le varie regioni, ci vengano trasmessi e soprattutto ci sia data la possibilità di conoscere il valore di questi indicatori regione per regione, ma anche città per città.
A quel punto sia le nostre scelte sia quelle dei cittadini avranno riferimenti solidi e solo quelli che potremmo definire sconsiderati potranno proporre comportamenti rischiosi per la salute della collettività.
L’ultima riflessione la voglio dedicare al mondo della sanità livornese, la fase che stiamo vivendo registra una palese situazione emergenziale che purtroppo sta ormai coinvolgendo in maniera importante anche l’Ospedale della nostra città e con esso tutta la struttura sanitaria territoriale ed in particolare i medici di Medicina Generale.
Non vi è dubbio che i cittadini rischiano di percepire il dibattito all’interno delle varie componenti come un ulteriore elemento di disorientamento e di preoccupazione e serve che ciascuno contribuisca, nell’ambito di ciò che è chiamato a fare, a fornire il suo personale apporto per superare le indubbie difficoltà che stiamo vivendo.
Mai come ora l’agire individuale diventa parametro e misura per un senso di responsabilità collettivo e mai come ora questo assume rilevanza assoluta nel mondo sanitario.
A questo mondo, che in questi ultimi mesi ha dato ulteriore conferma del valore insostituibile del sistema sanitario pubblico e prova a livello individuale di uno straordinario senso del dovere legato proprio al suo essere servizio pubblico, mi sento di dire, a nome di tutti i livornesi, che mai come adesso la vostra dedizione necessita unità di intenti per essere ancora di più riferimento comune per cancellare le proprie paure e i propri dolori ma soprattutto per ancorare le proprie speranze, il tutto scevro da qualsiasi pur legittima diversità di vedute.
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