Gioco
La gente è esausta non ha senso il delivery Meglio stare chiusi
CECINA
«Ma cosa vuoi fare il servizio di asporto, la gente adesso è annoiata e preoccupata, non credo abbia senso organizzare né asporto né consegna a casa».
Mirko Rossi, titolare del ristorante Il Doretto a Cecina ieri sera ha chiuso le porte del suo locale. Il passaggio della Toscana in zona arancione gli consentirebbe di continuare a tenere attiva la cucina per rispondere alle richieste di clienti che vogliono andare a ritirare in loco i suoi piatti. Ma lui preferisce interrompere l’attività. Perché pensa che non valga la pena tenere accesi i fornelli, con tanto di personale, per preparare magari pochissime pietanze ogni giorno.
«A marzo - spiega - l’attività di asporto e delivery poteva avere un senso. Le persone dovevano stare chiuse in casa e potevano avere voglia di mangiare qualcosa di diverso ordinandolo al ristorante». La seconda ondata dell’epidemia da Covid19, secondo il ristoratore del Doretto, mette a dura prova i cittadini anche dal punto psicologico. E, soprattutto, le risorse economiche di tante famiglie sono allo stremo. «Dopo il primo lockdown - spiega Rossi - tante persone non hanno più soldi da spendere. E poi credo che davvero la gente sia esausta dopo mesi di privazioni. Non penso che le persone abbiano tutto questo slancio per ordinare pranzi o cene da ritirare al ristorante». Per non parlare del problema occupazionale legato alla chiusura di ristoranti e bar. «Io ho a lavoro - spiega - persone che avevo assunto dopo i lockdown della scorsa primavera. E credo che non possano ottenere neanche la disoccupazione. È un problema serio». Infine una riflessione sulle scelte a livello nazionale. «Tutti sapevamo che ci sarebbe stata una seconda ondata, e il Governo - termina Rossi - ha avuto cinque mesi per organizzarsi sulla sanità e per gestire l’economia. Invece nessuno ha fatto niente». —
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