Gioco
La vicesindaca a tu per tu con gli adolescenti
È arrivata all’Attias alle 16,15: la vicesindaca Libera Camici è sensibile a questa campagna. «Si tratta di un modo per cominciare a tessere un rapporto costruttivo con i giovani», dice subito.
Viene informata sulla sensibilizzazione fatta fino a quel momento, ma anche lei non si tira indietro. Scorge un gruppetto, dove sono in sette e stanno seduti. Tutte femmine, tranne uno. Scherzano ma con la mascherina, tirata giù. Una ammonizione bonaria con toni calmi. Si ricompongono subito facendo cenno di aver compreso l’errore e prendono il vademecum che la stessa vice sindaca consegna a ciascuno.
Poco dopo, tocca ad un paio di ragazzi, sempre con la protezione anti-contagio calata sotto il mento. Camici li ferma e ottiene l’attenzione. Uno dei due diventa rosso e accetta una nuova mascherina «perché – gli dice la vicesindaca – quella che hai mi sembra ormai da buttare; mi raccomando, pensa a te ma anche ai nonni...».
Ammette che la situazione è seria «però, – lo ripete sforzandosi di essere almeno un po’ ottimista – va meglio di alcuni mesi fa, e comunque va detto che non sono tanti quelli che non osservano il dovere civico; ma stiamo utilizzando tutti i modi per far arrivare il messaggio il più possibile».
È solo il primo passo organizzato a tempo record che sarà ripetuto: «Arriveranno altri volontari per raggiungere tutti i punti di maggior incontro». Poi la chiusura. «Entro fine anno uscirà un bando rivolto ad associazioni con personale formato. Vareremo una start up per una rete capillare che individui obiettivi e progetti per coinvolgere i giovani».
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