Gioco
Gassificatore dei rifiuti, la svolta di Giani «Ogni zona sia autonoma»
Aveva parlato di “carri armati” per far arrivare l’immondizia di Firenze, ora per la Regione «ciascun Ato deve risolvere al suo interno i propri problemi»
stagno
In Toscana la “geografia” della gestione dei rifiuti è divisa in tre ambiti (Ato), ciascuno dei quali raggruppa più province: proprio per questo ciascuno di essi dev’essere autonomo e provvedere a risolvere i problemi al proprio interno. È riassumibile così, secondo quanto riferito da più fonti, la parte dell’intervento che ieri il neo-governatore Eugenio Giani ha dedicato alla spinosissima questione dell’impianto di gassificazione dei rifiuti che dovrebbe sorgere all’interno del perimetro dell’Eni a Stagno ma che continua a rimanere una incognita (o una minaccia, secondo i comitati dei residenti). L’ha fatto nell’incontro che ieri sui problemi del futuro della raffineria ha avuto con i rappresentanti dei sindacati e con gli esponenti delle istituzioni (i sindaci Luca Salvetti e Adelio Antolini).
La traduzione è presto fatta: anche perché era stato annunciato che l’impianto di Stagno doveva servire a risolvere i problemi che storicamente Firenze ha sul fronte dello smaltimento dei propri rifiuti.
Beninteso, non equivale a dire che l’impianto non si fa, ma certo è un bel cambiamento di prospettiva visto che questa ipotesi era stata messa in campo dal predecessore Enrico Rossi esattamente con il dichiarato intento di dare una soluzione al fatto che l’impianto di Case Passerini non si faceva più e dunque Firenze avrebbe sistemato a Stagno la propria immondizia.
Ammesso che non si tratti di un fraintendimento, che differenza rispetto al passato: praticamente una inversione di rotta del Giani governatore rispetto alla famosa battuta sull’impiego dei “carri armati” che lui stesso aveva pronunciato in campagna elettorale.
Può apparire paradossale che la linea dura l’abbia sostenuta a costo di inimicarsi i comitati ecologisti quando andava a caccia di consensi e invece adesso, a elezioni vinte, mostri un ripensamento. Ma è difficile credere che a un quiproquo: Giani è una vecchia volpe della politica, perciò è arduo immaginare un infortunio bis, una frase di troppo saltata fuori sul momento proprio su una questione sulla quale era caduto solo pochi mesi fa.
Resta il fatto che il sindacato vuole evitare che tutta l’attenzione sia assorbita dal problema dell’impianto di rifiuti quando invece c’è da affrontare il problema-clou del futuro della raffineria. I sindaci hanno scritto due lettere: l’una a Eni, l’altra al ministero dello sviluppo economico. Obiettivo: chiedere un incontro. Adesso su quella richiesta arriva anche la firma della Regione. —
M.Z.
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