Il Tirreno

Livorno

il gesto di dieci ragazzi 

Il caos a pranzo e la lettera di scuse «Nel ristorante siamo stati animali»

Tommaso Silvi
Il caos a pranzo e la lettera di scuse «Nel ristorante siamo stati animali»

Alcuni giovani avevano trasformato due compleanni in un pomeriggio di delirio al ristorante La Piccionaia

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Tommaso Silvi / GABBRO

Alla fine la lettera di scuse è arrivata. E porta anche la firma di dieci ragazzi che si sono accorti di aver esagerato. «Ci siamo comportati da animali, la nostre scuse sono sincere. Dateci occasione di dimostrare le persone che siamo davvero», scrivono pentiti.

Se, come promesso attraverso Il Tirreno, sparirà anche la denuncia, allora si potrà parlare davvero di lieto fine. Di sicuro, le cose dal 24 ottobre sono cambiate. E anche parecchio. Ma andiamo con ordine. Sull’edizione di martedì scorso abbiamo raccontato la storia di un pranzo terminato nel peggiore dei modi. Tra casse di birra rubate, urla, offese e l’intervento delle forze dell’ordine. A ripercorrere la giornata di follia è stata la titolare del ristorante La Piccionaia, alle porte del paese del Gabbro, Erika Luciani. «Due gruppi di ragazzi sono venuti a mangiare, per festeggiare due compleanni, sabato 24 ottobre a pranzo. Hanno rubato liquori, birre e vino, e hanno portato via una chitarra gettandola, poi, nel parcheggio».

La proprietaria della Piccionaia aveva chiamato le forze dell’ordine, preoccupata dall’assembramento di giovani di fronte alla sua attività, dopo che avevano magiato. I ragazzi si erano spostati nella piazza del paese, ma senza smettere di creare problemi: bottiglie rotte, schiamazzi e atteggiamento a dir poco fuori dalle righe. I carabinieri, inoltre, avevano accertato che i nomi lasciati dai giovani all’ingresso del ristorante – in riferimento alla normativa anti-Covid, per il tracciamento delle persone che frequentano locali pubblici – erano tutti falsi. Così come i numeri di cellulare scritti sullo stesso documento nelle mani della proprietà del locale.

Ad Erika Luciani, dunque, non è rimasto altro che sporgere denuncia. Poi il colpo di scena. Alcuni giorni dopo il pranzo degenerato nel caos, un gruppo di ragazzi autori dei “disordini” era tornato alla Piccionaia. «Si sono offerti di ripagare i danni fatti nel locale – ha raccontato Erika Luciani – ma io ho detto loro che ritiro la denuncia solo se fanno una lettera al Tirreno in cui si scusano, con nomi e cognomi».

I giovani scalmanati avevano contattato la nostra redazione, ma in forma anonima, per scusarsi col ristorante.

Ieri è arrivata la lettera firmata da dieci giovani. «Ci rendiamo conto di aver creato problemi. Il pranzo è stato davvero un disastro – scrivono i ragazzi – e ci siamo comportati come animali, mentre il personale del ristorante ha fatto tutto il possibile per farci stare bene. Sappiamo che anche nelle piazze del Gabbro abbiamo disturbato la quiete pubblica. Questo riflette male il nostro gruppo e la nostra persona, ci dispiace per quello che è accaduto. Accettate le nostre scuse, sono sincere. Chiedere perdono è un atto di umiltà. Ammettere i propri errori e porvi rimedio è un atto di maturità e responsabilità. Dateci occasione di dimostrare le persone che siamo veramente. Scusateci per tutto». Ecco chi sono i firmatari della lettera: Simone Leveratto, Nicola Mazzoni, Tommaso Consani, Lorenzo Sartorio, Edoardo Spagnoli, Filippo Catarsi, Gianmaria Marconcini, Marco Ricciuti, Jacopo Paggini, Giorgio Malloggi.



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