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Arrestato dopo tre furti, torna libero. Il titolare del bar dell'ex cinema: «Troppi danni, chiudo»
Livorno: il giovane, 24 anni, è accusato di aver rubato da Farneti, da Cristi’s e in via Del Fante. Luigi Iuliano: «In ginocchio grazie a lui e al covid»
LIVORNO. I poliziotti lo hanno arrestato dopo tre furti in due giorni, ma il giudice lo ha rimesso in libertà. Sì, perché dopo aver spaccato le vetrine della farmacia Farneti di viale Carducci e del negozio di abbigliamento Cristi’s di via di Franco, colpi per i quali era stato denunciato dai carabinieri il giorno prima, alle 2.40 della notte fra giovedì 5 e venerdì 6 novembre si è ripetuto all’ex cinema Lazzeri di via Del Fante, mandando in frantumi con una grata la vetrata del bar di Luigi Iuliano e rubando 600 euro, prima di essere arrestato.
Gli agenti, avvertiti al 113 da una residente terrorizzata dalla tremenda botta, hanno circondato il palazzo e lo hanno preso mentre era ancora all’interno. Sono arrivati a sirene spente e in forze, proprio non dargli scampo, facendo un grande lavoro apprezzato dai cittadini e dai commercianti, che li hanno ringraziati a più riprese. Per lui, le accuse, sono danneggiamento, furto aggravato e resistenza a pubblico ufficiale. Ma nel pomeriggio di venerdì 6 novembre, dopo la convalida dell’arresto, è tornato libero.
In manette – grazie all’intervento della Squadra volante dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della questura, diretto dal commissario capo Claudio Cappelli – il ventiquattrenne Aleksandar Petrovic, lo stesso giovane nato a Brescia e residente alla Leccia che meno di 24 ore prima i carabinieri avevano denunciato e rimesso in libertà perché non si era concretizzata, in quei casi, la flagranza di reato. Il 6 novembre invece sì, anche se il tribunale non ha ritenuto opportuna la misura cautelare della custodia in carcere, lasciandolo libero. Dal bar dell’ex cinema sono stati rubati 600 euro, che solo in parte Iuliano ha recuperato, visto che nel tentativo di fuggire dai poliziotti Petrovic si è rifugiato al piano interrato dell’edificio, in uno stanzino, cercando una via di fuga che non c’era, e seminando i soldi ovunque, anche in mezzo ai libri. Durante i minuti in cui è rimasto dentro, fra l’altro, ha pure svuotando la cassa della libreria Ubik, infilando le banconote in un calzino e gli spiccioli in una busta poi nascosta nelle mutande. Peccato che lo abbia fatto sotto gli occhi delle telecamere, che lo hanno inchiodato, consentendo di recuperare subito il denaro.
Il titolare del bar, Iuliano, non è però ancora riuscito a riaverli tutti, visto che chissà dove li ha seminati durante il tentativo di fuga dall’ex cinema-teatro. «Il covid mi ha già messo in ginocchio – racconta – e dopo questo furto, che si porta dietro anche parecchi danni, sto pensando di chiudere. Non ce la faccio più: è mezzogiorno, avete mai visto una libreria e un bar vuoti a mezzogiorno? Come faccio ad andare avanti? Le persone non escono più durante la pandemia, un tempo i clienti venivano a prendere un caffè e a mangiarsi le frolle con la cioccolata calda. Ora non viene più nessuno, siamo in ginocchio».
Il furto, dice Iuliano, «ha aggiunto preoccupazioni su preoccupazioni e ulteriori problemi, per questo sto pensando di chiudere. Questi sono momenti che ci demoralizzano, siamo provati dalla pandemia e il raid del ladro non aiuta. Tenere duro è assolutamente impossibile, anche se finora ci abbiamo provato. Credo che arriverà il momento in cui dovrò chiudere».
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