Il Tirreno

Livorno

arte 

La “nave” di Vinciguerra piace al Vaticano (e poi fa rotta verso Parigi)

L’idea della fotografa Alexandra Stefanakis per portare  in Francia l’opera dello scultore  livornese dedicata all’odissea dei migranti in cerca di porto 

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“Inveni portum”. Dietro queste due parole che rappresentano il titolo dell’ultima opera dello scultore livornese Antonio Vinciguerra, c’è il dramma di migranti la cui nave sogna di poter dire che finalmente ha trovato il proprio porto. Ma c’è anche una citazione che percorre più di 2mila anni di cultura dell’Occidente dall’anonimo poeta epigrammatico greco fino al motto sopra la casa del primo presidente della Repubblica, Luigi De Nicola, passando per lord Byron e le epigrafi latine così come dalle citazioni di intellettuali umanisti che sentivano di aver trovato l’approdo esistenziale, umano, morale di una vita intera.

Si capisce allora perché la sagoma di una prua fragile di legno che solca un mare nero – posta nei mesi scorsi anche davanti al Palazzo dei Portuali nella nostra città grazie alla collaborazione con l’Anppia – sia stata vista come simbolo delle sofferenze dei migranti in cerca di fortuna al di qua del Mediterraneo. Adesso sono in corso contatti con il Vaticano perché l'idea solidaristica dell'opera di Vinciguerra, così legata all'odissea dei migranti, è in linea con le idee di papa Francesco, non dimentichiamo che la sua prima visita ufficiale è stata al centro profughi di Lampedusa.

Benché il progetto abbia rallentato per l’emergenza Covid, non è esclusa l'installazione (per uno o due giorni) della "nave" in piazza San Pietro. La canzone "Senza confini", composta da fratello Neno Vinciguerra, per lunghi anni pianista al fianco di Milva, è stata proposta a Andrea Bocelli.

Al tempo stesso, è in progetto il fatto che la "nave" pro-migranti prenda poi la rotta verso la Francia per iniziativa della fotografa Alexandra Stefanakis, che ha segnalato alla sindaca di Parigi e al ministro della cultura francese la “prua salvifica” dell’accoglienza. Con una ipotesi di installazione in place Madeleine a Parigi. L’associazione culturale Anastasis‘Art ha richiesto di ospitare la “prua salvifica” alla città di La Ciotat come ultimo percorso.

«L’idea della “Inveni Portum” - dice Vinciguerra - naviga memore della cultura e del mondo primigenio della grande madre mediterranea, evocandone il mito di personaggi quali Iside, Demetra, Cibele ecc. radicati a fenomeni vitali, trasmessi e incarnati a quei popoli che abitano le sponde di quel mare». —



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