Il Tirreno

Livorno

Illegittimo assegnare medici a specialistiche diverse dalle proprie

Flavio Civitelli (*); (* segretario regionale Anaao)
Illegittimo assegnare medici a specialistiche diverse dalle proprie

La replica a Bigazzi: «Rispetteremo gli ordini ma decliniamo qualsiasi responsabilità» 

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LA REPLICA

Flavio Civitelli (*)

Gentile Direttore,

abbiamo letto l’intervista rilasciata dal dottor Bigazzi che potrebbe generare un’immagine non corrispondente al vero del sentire dei medici ospedalieri toscani e non possiamo non sgomberare il campo da possibili fraintesi.

Consapevoli della situazione di eccezionale emergenza e delle esigenze straordinarie ed urgenti derivanti dalla diffusione del virus e dalla sua recrudescenza, abbiamo e continuiamo a fare atti di grande responsabilità, consapevoli che prendersi cura di una persona malata sia innanzitutto un atto di umanità e poi un servizio civile in ottemperanza al dettato costituzionale.

Ma è al contempo importante, soprattutto in questo frangente, avere “cura” di chi si dedica quotidianamente con abnegazione alla “cura” dei cittadini ricoverati, con la consapevolezza che la salute sia un “bene collettivo”. Il nostro non è un atto di deresponsabilizzazione, al contrario!

Dobbiamo tutelare tutti i professionisti che illegittimamente vengono assegnati a funzioni specialistiche non rientranti nella propria disciplina di appartenenza, ricordando che ai sensi della 502 del 1992, del DPR 483 del 1997 e del contratto, il criterio dell’area e disciplina di appartenenza del dirigente medico e sanitario, così come definiti con l’accesso concorsuale, unitamente al contenuto dell’incarico dirigenziale, delineano il perimetro delle mansioni esigibili dal personale in relazione agli obiettivi assegnati e ai programmi da realizzare, anche in un periodo emergenziale.

Siamo consapevoli che quanto sopra sia un fatto notorio per un Direttore di Dipartimento chiamato ad avere non solo responsabilità professionali in materia clinico-organizzativa e della prevenzione, ma anche responsabilità di tipo gestionale onde garantire la razionale e corretta programmazione e gestione delle risorse assegnate per la realizzazione degli obiettivi attribuiti, soprattutto in un momento grave per l’umanità intera, quale quello che stiamo vivendo.

A tal fine, con il senso di responsabilità che li contraddistingue, i dirigenti medici e sanitari, ottempereranno ad ordini di servizio prestando attività clinico-assistenziale in un ambito disciplinare diverso e non equipollente a quello di appartenenza, per il quale sicuramente non posseggono le adeguate competenze specialistiche prescritte dalla legge, esponendosi ad ingiustificati aggravi rischi professionali, ma declinano qualsiasi responsabilità che dovesse derivare dall’esecuzione delle suddette prestazioni per tutelare non solo la categoria, ivi compresi gli apicali, ma soprattutto i pazienti che hanno diritto a cure qualificate e sicure.

(* segretario regionale Anaao)

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