Gioco
Conducenti distratti e vanno troppo forte: ecco perché il viale Italia è così pericoloso
Continua ad essere la strada di Livorno con il triste primato di incidenti stradali: negli ultimi tre mesi uno scontro ogni 65 ore
LIVORNO. Maria Grazia era uscita per fare una passeggiata e godersi il sole di fine maggio. Non è più tornata a casa. Aveva 74 anni. È morta in ospedale dopo alcune ore di agonia. È stata travolta da un’auto mentre attraversava la strada. Come Roberto, investito da un furgone all’alba di mercoledì scorso. Stava consegnando il pesce come ogni mattina. Era al lavoro. Anche lui non ha fatto ritorno a casa, dove lo aspettavano la moglie e tre figli. Lotta ancora per restare aggrappato alla vita nel reparto di rianimazione, in coma farmacologico. Le sue condizioni sono disperate. Maria Grazia Gori e Roberto Perciavalle hanno soltanto una colpa. Quella di essersi trovati nel posto sbagliato al momento sbagliato. In viale Italia. In una delle strade più pericolose della città. Dall’inizio di luglio alla fine di settembre sulla lunga lingua d’asfalto che accarezza il mare di Livorno ci sono stati 34 incidenti. Uno ogni 65 ore.
Scooter, pedoni, auto. Tutto sono in pericolo quando viaggiano su viale Italia. E non è un modo dire, ma la drammatica realtà disegnata dalle statistiche. I numeri sono quelli forniti dalla polizia municipale. Dati ufficiali. A volte lo scontro si risolve con qualche ora al pronto soccorso e tanto spavento. Altre volte, invece, finisce con amici e parenti in lacrime e la disperazione per un pezzo di cuore che se ne va sull’asfalto. Dolore, rabbia, il rumore terribile degli pneumatici che frenano a secco. Ma le soluzioni? Ad oggi ancora non si vedono. E la raffica di incidenti non si ferma. Per essere chiari: la criticità legata a viale Italia non è una cosa nuova. È così da anni. E non è mai stata risolta davvero. Colpa dell’alta velocità dei veicoli e delle distrazioni dei conducenti.
Dunque bisogna intervenire e adesso deve farlo l’amministrazione guidata da Luca Salvetti. È dalla sua giunta che ci si aspettano dei correttivi. Quantomeno dei tentativi per interrompere una scia di disgrazie sempre più lunga. Subito dopo la morte di Maria Grazia Gori, ex professoressa, amante della poesia, molto conosciuta in città, l’assessora alla mobilità, Giovanna Cepparello, aveva annunciato interventi immediati. E qualcosa si è mosso, a dire il vero. Su viale Italia, per alcune settimane, è comparso l’autovelox. Lo avevamo raccontato, con tanto di foto e numeri delle multe staccate dalla polizia municipale agli automobilisti indisciplinati. Su viale Italia il limite di velocità è fissato a 50 chilometri orari.
In molti non rispettano il limite, ma tante altre persone fanno addirittura peggio. I livornesi sanno bene cosa accade ogni giorno lungo viale Italia. Inversioni da patente strappata, sorpassi azzardati, immissioni dalle strade secondarie effettuate alla cieca. E poi c’è lui, il cellulare. Il nemico numero uno della guida in sicurezza. Perché è facile vedere gente alla guida che spippola e distoglie lo sguardo dalla strada. Basta un attimo per causare un incidente. Di sicuro c’è che l’autovelox non basta. Lo dicono i numeri, che continuano a essere alti. Troppo alti. Serve un piano viale Italia. E serve alla svelta.
L’assessora Cepparello ha parlato più volte di attraversamenti pedonali rialzati, e di altri interventi più e meno drastici per risolvere il problema degli incidenti. Alcune novità per quanto riguarda viale Italia dovrebbero essere inserite all’interno del Pums: il Piano urbano della mobilità sostenibile. Tradotto, un insieme di norme, idee e progetti per rendere la città più sicura e agevole in tema di viabilità, soprattutto per quanto riguarda la mobilità sostenibile. Nel giro di un paio di mesi il piano dovrebbe essere presentato e quindi votato in consiglio comunale, ma sulle date c’è ancora un pelo di incertezza.
L’insicurezza del lungomare, invece, è drammaticamente limpida. E va arginata il prima possibile. C’è la legge, c’è la burocrazia, ci sono degli iter da seguire. Ma gli incidenti proseguono. «Su strade larghe come il lungomare occorre segnalare le “zone 30” (col limite a 30 chilometri orari, ndr) ancora meglio, serve una modifica sostanziale dell’assetto della strada, altrimenti non è ben indicato. Stiamo valutando dove crearle», diceva l’assessora Cepparello alla fine di maggio. La speranza è che il passaggio dalle parole ai fatti sia il più veloce possibile. Perché viale Italia ha bisogno di cambiare.
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