Gioco
Duello Guerrieri-Agostinelli ma quanti nomi extra nel rebus Livorno-Piombino
In corsa anche Corsini e Provinciali, attualmente a Palazzo Rosciano Le altre ipotesi: D’Agostino, Sommariva e soprattutto Musolino
IL TOTO-candidati
Il rebus dei rebus è sulla rotta Livorno-Piombino, dove la presidenza di Stefano Corsini scade a marzo. C’è tempo? Solo in teoria, e non solo perché a gennaio suonerà la campana dell’ultimo giro in vista dello sprint. Stavolta, come detto, si addensa all’orizzonte un susseguirsi di nomine che è difficile immaginare come uno “spezzatino” di 13 casi separati. Lo dicono le date: fra pochi giorni a cominciare dal fatto che martedì 10 scadono Zeno D’Agostino a Trieste e Sergio Prete a Taranto e, due settimane più tardi, sempre in questo mese c’è Francesco Maria Di Majo a Civitavecchia. Tutti gli altri arriveranno nel giro di sei mesi (eccezion fatta per Cagliari e le due Authority siciliane mentre anche Gioia Tauro, che fa un po’ caso a sé, sembra rientrare in questo giro di carte).
Risulta che nel toto-nomi figurino sia il presidente uscente Stefano Corsini, arrivato a Palazzo Rosciano agli inizi della primavera 2017, sia il segretario generale Massimo Provinciali, che guida la “macchina” dell’ente da fine estate 2011 con Giuliano Gallanti che pr chiamarlo sfidò mezzo Pd locale. Corsini non fa mistero di puntare su Livorno ma nel toto-candidati figura sulla ruota di Civitavecchia. Idem Provinciali, che nel round precedente era stato dato anche sulla ruota di Genova.
Una buona parte del Pd locale ora sembra tifare per Luciano Guerrieri, radici a Piombino (dove è stato sindaco e presidente dell’Authority prima della riforma) ma ben conosciuto anche a Livorno (dov’è stato assessore provinciale e presidente della Porto 2000, a quel tempo controllata da Authority e Camera di Commercio). Non basta: nel mazzo dei numeri uno c’è già un livornese, ed è l’ammiraglio Andrea Agostinelli, che ha fatto un gran lavoro nel porto di Gioia Tauro come commissario. Non è un segreto che in Calabria molti spingono perché sia nominato presidente, però il gossip politico ripete che quella poltronissima la ministra vorrebbe avocarla a sé per uno dei suoi collaboratori. Dunque Livorno? Come presidente o eventualmente anche come segretario generale?
C’è però qualcosa che ingarbuglia il risiko di questa nomina. Per esempio: il sindaco Luca Salvetti ha puntato inizialmente su Zeno D’Agostino, reinsediato a furor di popolo alla guida dell’Authority di Trieste dopo che l’Anticorruzione aveva annullato la nomina per un impiccio puramente formale-burocratico. Inutile dire che D’Agostino, messo da Forbes fra i 100 migliori manager made in Italy, difficilmente si schioderà da una città che è scesa in piazza dall’imprenditore più “falco” al portuale più “rosso” per riaverlo. Qualche pensierino aveva interessato anche Mario Sommariva, segretario generale a Trieste dopo esserlo stato a Bari (e dopo aver guidato i marittimi Cgil): c’è anche la concorrenza di Genova e l’ipotesi di conferma nel tandem con DAgostino.
Idem vale per Pino Musolino, che a Venezia ha avuto un durissimo scontro frontale con il governatore leghista Luca Zaia e il sindaco veneziano di centrodestra Luigi Brugnaro che ha portato alla clamorosa bocciatura del consuntivo (e poi è tornato in sella in qualità di commissario): potrebbe ambire a Livorno? Quantomeno si sa che anche per lui non sono mancati contatti con il mondo labronico.
Non è escluso che anche altri manager possano mettere Livorno fra le destinazioni desiderate: d’altronde, stiamo parlando di uno dei primi cinque-sei porti in campo container e il primo sistema portuale in tutta Italia per “autostrade del mare”, passeggeri, cellulosa. Portando pure in dote il progetto (e i finanziamenti) della Darsena Europa. Insomma, non varrà l’Inter o la Juve ma perlomeno la Roma il Napoli sì. —
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