Gioco
Orazio, uno sguardo sul mondo «Ciao caro amico, ci mancherai»
Orazio Pettinelli ha passato lunghi periodi della sua vita a Quercianella Cacciatore convinto, a 80 anni iniziò a realizzare servizi televisivi
il ricordo
«Oraziooo, stai giù, ti vedono la canna del fucileee»: sul pino, per la caccia al colombaccio, Orazio Pettinelli ha trascorso molti “ottobri” della sua vita, alcuni dei quali, abbiamo avuto il piacere ed il privilegio di condividere con lui. Fino a quasi 90 anni, con fatica negli ultimi tempi, era il primo per spirito ed iniziativa, a trascinarci in queste ricorrenti avventure autunnali. Giornalista di lungo corso, dalle riviste sportive alla Rai, giustamente orgoglioso delle due figlie “famose”: Anna nel mondo della musica, della Tv e dello spettacolo, da disco-ring, al Festival di Saremo, da Rds a Temptation island. Elena, scienziata “stellare” che recentemente, con il proprio team della facoltà di fisica dell’università di Roma 3, ha scoperto l’acqua su Marte. Ma qui non vogliamo scrivere la sua biografia, spetta ad altri, la nostra intenzione è ricordarlo nella vita di tutti i giorni passati insieme a Quercianella, dove era di casa, le tante cene prima di guardare le partite, le grandi mangiate nella sua “carraia”, alla fine della stagione di caccia, quando ospitava decine di amici e cacciatori che, aiutati dal vino, finivano per raccontarne di tutti i colori. Piace ricordarlo quando, vicino agli 80 anni (ma sul lavoro ne dichiarava 65: «chi vuoi che mi affidi del lavoro se dico che ho 80 anni», cosi, mi diceva), si inventò un nuovo lavoro: servizi televisivi che illustravano barche o manifestazioni legate alla nautica. Quindi ci si muoveva fra Costa Smeralda, Argentario, Salone di Genova, golfo di Napoli, Portovenere, Calabria, Liguria, e Adriatico; spesso con due o tre operatori ed elicottero. I servizi venivano trasmessi da “Sailing channel” di Sky, anticipando l’attuale “the boat show”. Girava anche servizi di caccia e di pesca, con predilezione per i colombacci e i palamiti. Si dichiarava grande ammiratore di George Best, di cui citava spesso: «Ho speso gran parte dei miei soldi per alcool, donne e macchine veloci, il resto l’ho sperperato»; non aveva vissuto proprio così ma aveva viaggiato in Ferrari e Jaguar e si vantava di non aver accumulato nulla. Certamente ha accumulato in noi un grande ricordo e il rimpianto per la perdita di un buon amico, di un “fratello maggiore”, discolo ma divertente e saggio. —
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