Il Tirreno

Livorno

Il serpentone che combatte virus e traffico Per andare a scuola i bimbi usano il Pedibus

TOMMASO SILVI
Il serpentone che combatte virus e traffico Per andare a scuola i bimbi usano il Pedibus

Il servizio è gratuito per le famiglie e riguarda 135 alunni delle scuole elementari e medie: sono tre i percorsi in città, uno anche in periferia 

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il racconto

TOMMASO SILVI

È come se la scuola iniziasse un’ora prima del suono della campanella. In un parcheggio, sui marciapiedi. I bambini arrivano in auto con i genitori. Scendono, indossano una pettorina gialla e si uniscono agli amichetti. Uno, due, tre...Poi il segnale della partenza. Un operatore guida il gruppo, l’altro chiude la fila.

A Livorno l’emergenza coronavirus si combatte a piedi. E allo stesso tempo si aiuta l’ambiente e si toglie un peso al traffico cittadino. Tre in uno. Come al supermercato. Ma in questo caso si tratta di bambini e adolescenti. E di un servizio che il Comune mette a disposizione di oltre cento famiglie in maniera totalmente gratuita. Si chiama “Pedibus” ed è un mezzo trasporto naturale. Come funziona? Semplice. I bambini si ritrovano tutti in un punto della città facilmente accessibile dai genitori in macchina. Poi, da lì, vanno a piedi a scuola. Ordinati, in fila indiana, tutti rigorosamente con la mascherina.

«In questo modo – spiega l’assessora alla viabilità, Giovanna Cepparello, che ha messo in piedi il progetto insieme alla vicesindaca, Libera Camici – evitiamo gli assembramenti di genitori fuori dalle scuole, e anche il via vai di aiuto, con imbottigliamenti e rallentamenti vari». Il Pedibus oggi accompagna nelle scuole 135 tra bambini e ragazzini. È rivolto agli alunni delle scuole elementari e medie. Più della metà dei passeggeri è composta da studenti di scuola media. In città, ci sono tre “linee” – o per meglio dire percorsi – a disposizione dei bambini. Una ha come punto di ritrovo il parcheggio in via Caduti del Lavoro, di fronte al centro per l’infanzia “Il Piccolo Principe”, ed è utilizzata dai piccoli che frequentano le scuole Natali e Albertelli.

L’altro punto di ritrovo è in via Beppe Orlandi. Qui parte il Pedibus che porta allla scuola primaria Dal Borro. E c’è anche un’altra zona coperta dal servizio offerto dal Comune ai genitori, ed è quella del complesso scolastico Villa Corridi. Anche qui i bimbi arrivano a piedi.

«Ringrazio la cooperativa KoalaLudo per la grande disponibilità a lavorare con l’amministrazione a questa iniziativa. È un modo diverso di andare a scuola, che in questo momento risulta fondamentale. Così riusciamo ad alleggerire il carico degli scuolabus e dei mezzi pubblici in generale». Ma il Pedibus arriva anche in periferia. In particolare, sulle colline livornesi. A Montenero i ragazzi scendono dallo scuolabus nella piazza del Santuario.

Poi proseguono a piedi sul sentiero che porta alle scuole medie. I bimbi fanno insieme il tragitto per la scuola. Parlano, scherzano, socializzano. E quando c’è da attraversare la strada, a uno di loro a turno viene data una paletta – tipo quella in dotazione alle forze dell’ordine – per fermare le auto. Il Pedibus, dunque, responsabilizza anche i piccoli passeggeri.

«È una pratica che vogliamo proseguire e rafforzare, dando continuità a questo progetto – prosegue Cepparello –, che risolve molte criticità e permette di creare un’occasione ulteriore di aggregazione per i ragazzi». Ma non finisce qui, perché il Comune ha stretto un accordo anche la categoria dei tassisti. In particolare, un taxi accompagna a a scuola – medie ed elementari – i ragazzi della periferia livornese (Limoncino, Castellaccio) che sono rimasti fuori dal servizio scuolabus. «In questo momento – conclude l’assessora Cepparello – dobbiamo cercare di fare squadra e di cercare di collaborare tutti per mantenere il livello dei servizi e modellarli secondo le necessità del periodo. Dobbiamo farci forza e trovare soluzioni, ora più che mai». —

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