Gioco
Gli avvocati verso l’udienza «Ci difenderemo al processo»
Il pm ha chiamato in causa direttamente le due società come responsabili del disastro Sette le persone offese sono i parenti delle vittime
LIVORNO
Per difendere i loro clienti aspettano di farlo nelle «sedi opportune». La prima tappa degli avvocati dei quattordici indagati per la morte di Nunzio Viola e Lorenzo Mazzoni, gli operai scomparsi il 28 marzo 2018 nell’esplosione della cisterna in porto, è fissata per il prossimo 9 dicembre davanti al giudice per l’udienza preliminare Mario Profeta.
Oltre ai vertici e ai dirigenti di Depositi Costieri Neri e e Labromare, in tribunale compariranno per responsabilità amministrativa a seguito di una serie di violazioni anche le società stesse rappresentate, la prima, da Nereo Marcucci, in qualità di amministratore delegato della Neri, e Giancarlo Meriggioli per Labromare.
«Andiamo avanti con il nostro lavoro e aspettiamo l’esito dell’udienza», spiega l’avvocato Domenico Vaudo, difensore dei vertici di Neri e in particolare del presidente della società. Aggiunge la collega Laura Formichini che invece rappresenta in consiglio d’amministrazione di Labromare: «Il dibattimento valuterà i fatti e come si sono svolti». Una frase che in qualche modo potrebbe anticipare la linea difensiva che difficilmente sarà quella di scegliere riti alternativi.
Sette invece le parti offese che potranno costituirsi parte civile nel processo. Si tratta dei genitori di Lorenzo Mazzoni, entrambi assistiti dall’avvocato Giuseppe Nieri, e dalla famiglia di Nunzio Viola: la moglie le quattro figlie che si sono invece affidate agli avvocati Francesco Savarese e Francesco Agostinelli.
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