Gioco
Da sabato “Vissi d’arte” al Museo della Città, cento capolavori di grandi maestri del ’900
Da Carrà a Morandi, da Guttuso a Vedova: i quadri delle collezioni. Della Ragione e Iannaccone nella grande esposizione
LIVORNO. Nonostante il coronavirus, le preoccupazioni e i divieti la cultura non si ferma. Almeno nei musi. E così dopo il successo della mostra dedicata ad Amedeo Modigliani e l’importante consenso ottenuto dalla successiva esposizione "Progressiva", il Museo della Città torna ad accendere i suoi riflettori sulla pittura del ’900. E lo fa con "Vissi d’arte - Cento capolavori dalle collezioni Della Ragione e Iannaccone", un progetto ideato e curato da Sergio Risaliti (direttore del museo novecento di Firenze, colui che curò anche "Modigliani e l’avventura di Montparnasse"), insieme a Eva Francioli e Elena Pontiggia. Da sabato prossimo, 31 ottobre, (apertura al pubblico ore 10), fino a domenica 31 gennaio 2021, per la prima volta in assoluto, i visitatori avranno la possibilità di ammirare nella stessa circostanza, due tra le collezioni più significative del secolo scorso, che annoverano la presenza dei seguenti maestri del ’900: Arnaldo Badodi, Renato Biroli, Massimo Campigli, Carlo Carrà, Felice Casorati, Bruno Cassinari, Filippo De Pisis, Virgilio Guidi, Renato Guttuso, Carlo Levi, Mario Mafai, Giuseppe Migneco, Giorgio Morandi, Fausto Pirandello, Antonietta Raphael Mafai, Ottone Rosai, Aligi Sassu, Scipione, Italo Valenti, Emilio Vedova, Alberto Ziveri. Pezzi da novanta per quadri di altissima qualità pittorica, esposti in un percorso dialettico dal forte impatto visivo. I due collezionisti, pur vivendo in epoche differenti, evidenziano parecchi punti in comune: oltre al fatto di essere di origine campana, e aver successivamente svolto la loro carriera nel nord Italia, in Liguria e Lombardia, sono accumunati da un’intensa passione nei confronti dell’arte italiana tra le due guerre.
Alberto Della Ragione (1892-1973), dopo la laurea conseguita in ingegneria navale, insegna per un periodo anche all’istituto nautico di Livorno. L’acquisto casuale ad un’asta di un quadro di Telemaco Signorini, lo fa avvicinare all’arte contemporanea. E dal 1931 comincia a collezionare quei pezzi che gli consentiranno di dare vita (1941) alla "Galleria della Spiga" a Milano, tra le più all’avanguardia.. E , nel contempo, stringere forti rapporti umani con gli artisti più amati, ai quali presta il suo aiuto nei loro momenti di maggiore difficoltà.
Nel 1969, ormai anziano, affida 240 opere di sua proprietà alla città di Firenze; il primo passo verso la futura fondazione del Museo internazionale di arte contemporanea. Una donazione giustificata come «attestazione di affetto per la città, tremendamente ferita dalla alluvione del 1966, nonché un atto di adesione agli sforzi che si fanno per restituirle il ruolo di viva capitale dell’arte». Dal 2014 le opere hanno trovato la loro definitiva sistemazione al Museo del Novecento. Giuseppe Iannaccone (1955), avvocato che vive e lavora a Milano, ha acquistato la sua prima opera nel 1989, e da quel momento ha concentrato la sua ricerca tra i capolavori eseguiti negli anni trenta e quaranta. Un periodo che definisce profondamente emotivo, vissuto da pittori passionali, veri, in grado di raccontare cose che l’arte ufficiale del regime non consentiva. Una straordinaria capacità di scelta, che lo ha condotto verso gli artisti di corrente e della Scuola Romana.
Il titolo "Vissi d’arte", sta a sottolineare proprio la grande passione che accomuna i due collezionisti spinti a dedicare un’intera vita alla ricerca di alcune opere entrate nel mirino del loro prorompente desiderio di bellezza.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
