Gioco
Da Livorno ambulanze spedite ovunque: «Con i pazienti poisitivi al coronavirus arriviamo pure a Massa»
Le associazioni stanno trasportando i contagiati negli ospedali della costa: «Quando malattie infettive è piena trasferimenti anche a Lucca e al Versilia»
LIVORNO. Da giorni, con le loro ambulanze, armati di ogni protezione per non scoprire nemmeno un lembo di pelle per ridurre il rischio di contagio, stanno trasportando i pazienti positivi ovunque. Non solo all’ospedale di Livorno, dove a più riprese il reparto di malattie infettive si è riempito, ma anche altrove. Al Noa di Massa, all’ospedale Versilia e a Lucca. E non solo. Pure in una Rsa di Bientina, trasformata in struttura Covid-19, e nel resto della provincia, ad esempio a Piombino e Cecina. È un super lavoro quello che stanno svolgendo i volontari delle associazioni livornesi e della provincia durante questa seconda ondata di coronavirus. Da poco più di una settimana, cioè da quando l’Asl ha attivato la “Charlie Victor” (così si chiama l’ambulanza specifica per i trasferimenti delle persone infette, dedicata solo a loro) non fanno altro che trasportare i pazienti ai pronto soccorso. Ma il mezzo di emergenza reintrodotto nuovamente dall’azienda sanitaria – era stato sospeso in estate, con l’attenuarsi della pandemia – da solo non basta, «visto che molti altri interventi sono comunque per il coronavirus e li facciamo con le ambulanze ordinarie, quelle che dovrebbero stare sul territorio, con sanificazioni continue che, ovviamente, le fermano per parecchie tempo al giorno», spiegano dalle associazioni.
L’ambulanza coronavirus, fino a ieri, era una sola e l’unica “ufficiale” per i trasferimenti Covid-19 e viene assicurata a rotazione dalla Svs di via San Giovanni e dalla Pubblica assistenza di Collesalvetti (per il 50% delle volte) insieme alla Misericordia di via Verdi (35%) e alla Croce rossa di Livorno (15%). Anche se – come detto – il trasporto di casi sospetti o positivi è di gran lunga più impattante sul lavoro dei volontari, visto che anche i mezzi di soccorso ordinari vengono adibiti a questo a causa della mole di chiamate al 118. «Dobbiamo elogiare il grande lavoro dei volontari – commenta il direttore della Svs, Francesco Cantini – perché altrimenti il nostro sistema sarebbe collassato. Sono una risorsa preziosissima e nonostante il periodo di grande rischio hanno confermato la loro presenza». La Società volontaria di soccorso, in virtù del servizio regionale avviato un mese fa con l’ambulanza a biocontenimento, sposta anche un gran numero di pazienti fra i singoli ospedali, ad esempio Cecina, Versilia, Lucca e Massa. Così come fanno i colleghi della Misericordia di via Verdi. «Abbiamo effettuato diversi trasferimenti anche a Massa, Lucca, Pisa, Versilia e Piombino – aggiunge il vicecommissario della confraternita, Gabriele Vannucci – e stiamo rispondendo bene all’emergenza. Riusciamo a sanificare le ambulanze in meno di mezz’ora. Il fatto è che adesso, vista la quantità di interventi e l’emergenza in atto, ogni trasporto può rappresentare un rischio per il contagio degli operatori. I nostri volontari sono formati e lo sanno: paradossalmente nei trasferimenti dei casi sospetti o positivi lo sai già che c’è questa eventualità, quindi sei preparato fin dall’inizio, ma è in ogni intervento che esiste questo rischio. Per questo tutti i mezzi di tutte le associazioni hanno i dispositivi di protezione personale. La speranza è quindi che con i giusti comportamenti le persone comuni adottino ogni precauzione possibile in modo che i casi, in città come altrove, diminuiscano e si possa tornare alla normalità».
Operativa anche la Croce rossa: «Ad oggi una sola macchina impiegata per il trasporto dei casi di coronavirus non basta – commenta Luca Pullerà – visto che dal 118 vengono usate anche quelle dedicate all’emergenza territoriale. Stiamo svolgendo moltissimi trasporti: sia fra i reparti dell’ospedale (dal pronto soccorso Covid-19 a malattie infettive, ma non solo), dimissioni domiciliari, primi interventi nelle case, ma anche fuori provincia: ad esempio a Bientina o al Versilia». Chi resta al momento fuori dai turni della “Charlie Victor”, per scelta dell’Asl Toscana nord ovest, è la Misericordia di Antignano. Che comunque, nei soccorsi ordinari, è immersa ogni giorno nell’emergenza pandemica perché i pazienti vengono soccorsi anche con le auto “ordinarie”, come detto: «A mio avviso, per migliorare la situazione – propone il governatore Stefano Del Vivo – bisognerebbe prevedere anche un’auto medica-Covid-19, come durante la prima ondata, con personale sanitario che intervenga a domicilio per verificare le condizioni del paziente ed eventualmente allertare il servizio sanitario per il ricovero. Se non è necessario, invece, sarebbe preferibile lasciarlo a casa in isolamento senza affollare i reparti. In questo momento stiamo svolgendo un grandissimo lavoro e anche le altre associazioni, ad esempio, trasportano i pazienti non solo a Livorno, ma anche a Cecina e negli altri ospedali».
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