LIVORNO. Prima si è affacciato alla porta del tabacchi per chiamarlo: «Orlando, vieni qui fuori». Poi – senza dargli il tempo nemmeno di parlare, come ricostruisce la figlia al Tirreno – gli ha sputato in faccia, colpendolo con un pugno in un occhio e pure con due calci nei testicoli. Vittima dell’aggressione sulle scale che separano l’Aurelia da corso Italia, a Stagno, il settantaduenne Orlando Borrelli, «picchiato selvaggiamente e lasciato a terra agonizzante da un esercente della zona, nostro vicini di attività, che 20 giorni fa ce l’aveva con noi per motivi di parcheggio, visto che abbiamo lasciato le macchine di fronte alla sua attività, un bar, motivo per il quale ci aveva anche scritto un biglietto lasciandocelo sui parabrezza, lamentandosi che ostacolavamo i suoi clienti, cosa per altro non vera a nostro parere».
L’episodio è avvenuto alle 12 di mercoledì 28 ottobre e l’anziano è stato soccorso da un’ambulanza della Croce rossa italiana, che lo ha trasportato al pronto soccorso in codice giallo. L’aggressore – di cui i figli dell’uomo, Antonio e Maria Borrelli, conoscono benissimo l’identità – è fuggito prima dell’arrivo dei carabinieri della stazione di Stagno, che procedono nelle indagini, e di una volante della polizia di Stato, avvertiti dai familiari. La famiglia Borrelli è molto conosciuta nelle frazione colligiana in quanto proprietaria del tabacchi “L’angolo della fortuna” sul ponte dell’Aurelia, subito prima dello Scolmatore, la stesso negozio purtroppo incendiato quest’estate da una persona che ha appiccato il fuoco con una tanica di benzina da cinque litri. Gli stessi imprenditori hanno inoltre un secondo punto vendita a Calambrone.
«Ciò che è successo è gravissimo – commenta la figlia Maria – dato che mio padre due mesi fa è stato salvato in extremis dopo un infarto, quindi è anche cagionevole di salute. Un’aggressione vigliacca, contro un uomo di 72 anni, visto l’aggressore ha la mia età: lo conosco benissimo, a scuola era in classe con me, è un quarantasettenne e domani (oggi per chi legge ndr) insieme a mio padre lo denunceremo ai carabinieri. Io mi ero assentata per un attimo da dietro il bancone, ero a prendere un caffè a casa di mia madre, mentre mio babbo era venuto a trovarci al tabacchi per vedere come stessimo. Mentre ero a casa di mia mamma mio fratello Antonio mi ha telefonato dicendomi subito di tornare indietro, perché babbo era stato picchiato. È assurdo, ora serve giustizia».
Orlando è stato accompagnato in ospedale e con lui è sempre rimasto il figlio Antonio. «L’importante è che si riprenda presto – racconta quest’ultimo – e non ho parole per descrivere quanto accaduto. La famiglia Borrelli vive in tranquilla e deve essere lasciata in pace». —