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Contro il degrado l'arte riempie i vuoti, a Collesalvetti ecco 50 manifesti negli spazi pubblicitari
L’idea è stata di Cittadini in Comune e tredici artisti di zona: «Abbiamo voluto contrastare il grigiore e la crisi con qualcosa di bello»
COLLESALVETTI. Arte per alleviare la preoccupazione, l’ansia che questo stato di perenne emergenza crea. Il bello per scacciare i timori di perdere la salute, le sicurezze economiche di fronte a un virus invisibile che sta minando ogni angolo delle nostre città, compresi i piccoli centri e le frazioni. E da qui il lavoro per riempire i vuoti che otto mesi di emergenza stanno lasciando. Inesorabili e forti più delle nostre certezze. Da qui l’idea di mobilitare un gruppo di artisti che hanno realizzato manifesti che sono stati affissi negli spazi pubblicitari inutilizzati per la crisi o perché gli eventi da pubblicizzare non ci sono stati. Tutto è partito dalla mobilitazione di Cittadini in Comune per Collesalvetti che cita Bansky, l’artista celebre per i suoi graffiti che appaiono improvvisamente nei centri delle città: «Alcune persone vogliono rendere il mondo un posto migliore. Io voglio solo rendere il mondo un posto più bello».
Il progetto, dal titolo #ripARTiamo #ArteUrbana , ha portato nelle strade e tra le case delle frazioni colligiane 13 opere diverse riprodotte su un totale di 50 manifesti affissi negli spazi pubblicitari rimasti vuoti per cercare di contrastare «l’atmosfera di grigiore e spegnimento». I colori sono vivaci, ci sono paesaggi con colori intensi, teste di donne, il mare, boschi colorati a richiamare tutto quello che l’occhio dell’uomo non ha potuto catturare in questo periodo di chiusura. «Si tratta di una iniziativa a chilometro zero, fatta al 100% da risorse del territorio - spiega Diego Dal Canto del gruppo Cittadini in Comune - gli artisti, le associazioni hanno unito le forze a livello organizzativo, le attività hanno contribuito economicamente anche con la produzione grafica e la stampa dei manifesti». E per questo vogliono ringraziare il Gruppo fotografico di Vicarello, il laboratorio artistico Keramikè, gli sponsor Cartidea di Vicarello, Cocchi cicli di Collesalvetti e la tipografia Grafostile di Stagno.
Il Gruppo fotografico, con il presidente Carlo Carmassi, ha poi contribuito tecnicamente alla realizzazione dei manifesti fotografando alcune opere. Tra gli artisti, Beatrice De Laurentiis, diplomata in scultura all’Accademia di Belle Arti di Carrara e curatrice del laboratorio artistico Keramikè di Collesalvetti, è stata l’anima artistica dell’iniziativa e ha poi realizzato l’ opera (appunto) “Anima”, il simbolo dell’iniziativa anche con il coinvolgimento di artisti locali come Melania Balleri, Sabrina Cerrai, Marzia Ciurli, Lucia Cocchi, Marzia Frangioni e Angiola Terrosi.
Le donne, in questi “manifesti d’autore”, hanno fatto la parte da leone e sono state le vere protagoniste di questa mostra a cielo aperto, con la partecipazione anche di Margherita Convalle, Veronica Francia, Laura Gianetti e Daniela Pili.
L’iniziativa può vantare anche la partecipazione di un artista conosciuto come Bruno Florio, di origini venezuelane, che si è trasferito nel 1975 a Vicarello dove ha anche il suo atelier. L’opera che ha messo a disposizione è un oggetto “dinamico” che cambia aspetto in base alla luce che lo attraversa, ed è stata riprodotta dal fotografo Andrea Tosi che per molti anni ha avuto il suo studio sempre a Vicarello. —
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