Il Tirreno

Livorno

«Basta con le scelte legate all’emergenza Prima i soldi alle aziende e solo dopo i divieti»

Maristella Calgaro (Confesercenti) contro il provvedimento del governo: «Le chiusure hanno massacrato il fatturato» 

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La protesta

C’è grande preoccupazione nel mondo del commercio per le misure intraprese dal governo per contenere questa seconda ondata di epidemia da coronavirus.

Le nuove disposizioni per il contenimento del Covid-19 causeranno a livello nazionale un’ulteriore riduzione di circa 5,8 miliardi di euro di consumi delle famiglie.

L'ennesimo colpo - fa sapere Confesercenti in una dura nota di critica alle misure prese - per commercio, turismo e somministrazione, che potrebbe causare, nella nostra provincia, la chiusura di altre centinaia di attività, aggravando le cessazioni di impresa previste quest'anno; In particolare per la ristorazione, bar e pubblici esercizi è un colpo mortale, un colpo per centinaia di imprese e lavoratori dipendenti: un vero massacro.

«Questa volta non ci sono alibi, spiega Maristella Calgaro, presidente Confesercenti provinciale di Livorno. Conosciamo gli effetti devastanti del lockdown sulla platea delle attività che saranno chiuse totalmente o parzialmente per decreto: i 70 giorni di chiusura delle attività del commercio, turismo e servizi nella nostra provincia sono costati la perdita del 60% di fatturato e un altro colpo, le nostre imprese, non lo reggeranno».

«Sono necessarie - aggiunge - scelte non dettate solo dall'emergenza o dall'onda emotiva di queste ore, ad esempio su trasporti, scuola ed economia, ma equilibrate e mirate ad evitare un tracollo economico e sociale, mantenendo sotto controllo il sistema sanitario, perché la tutela sanitaria di ogni cittadino è la priorità, ma coniugarla con scelte che non distruggano l'economia è la vera sfida».

«Come Confesercenti, ha proseguito Calgaro, abbiamo chiesto e chiederemo con forza e in tutte le sedi possibili, che per tutte queste imprese, entro poche ore, arrivino veri e proporzionati contributi di ristoro e dopo, solo dopo, i divieti».

«Questa volta, ha poi concluso il presidente di Confesercenti, per le imprese del commercio, turismo e servizi, già pesantemente provate da mesi difficilissimi, non ci può essere altra versione accettabile: per noi, per in nostri dipendenti, per le nostre famiglie, per le nostre imprese». —

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di Redazione web