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Il ponte sul rio Ardenza riaperto con cinque d'anticipo, Salvetti: «Esempio di lavoro pubblico»
Il cantiere di via Mondolfi ultimato prima del termine nonostante un imprevisto: «Sotto trovata e rimossa una struttura in cemento armato»
LIVORNO. Via Mondolfi festeggia la riapertura del ponte sul rio Ardenza. E lo fa addirittura una settimana prima del previsto, dato che l’inaugurazione (attesa per la fine del mese) è avvenuta due giorni fa, venerdì scorso. C’era il pubblico delle grandi occasioni per il taglio del nastro: oltre al sindaco Luca Salvetti – sempre «con il fiato sul collo alla ditta appaltatrice» per fare presto e rispettare le promesse fatte a commercianti e residenti – è arrivato il neopresidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, il prefetto di Livorno Paolo D’Attilio, l’assessora comunale alla viabilità Giovanna Cepparello, l’ingegner Francesco Pistone del Genio civile e due rappresentanti di Ferrovie dello Stato e vigili del fuoco.
«Questo è un esempio di come devono essere svolti i lavori pubblici – commenta Salvetti – e devo dire che siamo riusciti a riaprire una settimana prima nonostante un imprevisto sorto durante la demolizione del vecchio ponte: sotto, infatti, c’era una struttura in cemento armato del tutto inattesa, che è stata immediatamente demolita. Il Genio civile e l’azienda che ha curato l’intervento sono stati bravissimi. Bisogna riconoscerlo».
Argini rialzati, alveo del rio Ardenza allargato, due stombamenti e sei ponti da demolire e rifare. Il lavoro sul ponte di via Mondolfi rientrava nei maxi-interventi per mettere in sicurezza la città dopo la terribile alluvione di tre anni fa. «Era un intervento che andava fatto per la sicurezza del territorio e del quartiere – prosegue Salvetti – e sapevo benissimo che nel momento in cui si sarebbe “tagliato” il ponte e inserito lo scatolare la città si sarebbe divisa con Antignano e Montenero, con evidenti difficoltà da questo punto di vista. Le persone lo hanno compreso, ma hanno anche chiesto certezze sui tempi. Questo è stato l’aspetto più qualificante: un mese previsto per l’intervento e dopo 24 giorni l’abbiamo riaperto, anticipando i tempi. I tecnici e gli operai hanno lavorato bene, trovando, nonostante l’intoppo. Siamo stati con il fiato sul collo a tutti, perché residenti e commercianti naturalmente avevano bisogno subito della riapertura. Ce lo chiedevano continuamente, l’avevo loro promesso. Secondo me si è trattato di un grandissimo esempio di intervento pubblico».
Le operazioni, con la chiusura della strada, erano iniziato il 28 settembre fra le preoccupazioni di residenti, commercianti e dipendenti e volontari delle associazioni di soccorso, come la Svs di Ardenza, la Misericordia di Montenero e i confratelli di Antignano, che hanno la sede proprio lungo via Mondolfi. Sul prolungamento dal lato della città, in via Ricci, c’è invece la sezione sud della Pubblica assistenza labronica. Bene: queste ultime due associazioni, distanti appena un rettilineo, erano divise dal ponte e per qualsiasi intervento di soccorso (se le ambulanze di una delle due sedi fossero già state impegnate, specialmente per gli interventi legati all’emergenza coronavirus) i tempi con il ponte chiuso di prolungavano «di 7-8 minuti», spiegano dalla Misericordia di Antignano, visto che i mezzi di emergenza erano costretti a circumnavigare la zona lato mare o lato monte, con ovvi disagi.
Ma da venerdì scorso (la riapertura era attesa per mercoledì 28 ottobre, quindi quasi una settimana dopo) finalmente l’area torna in sicurezza dal punto di vista idrogeologico grazie ai lavori e la viabilità percorribile per tutti. Per i commercianti che in un momento così difficile hanno un ostacolo in meno, per i residenti che potranno spostarsi più liberamente e per gli autisti delle ambulanze che potranno tornare ad assistere la popolazione in tempi rapidi, nel bel mezzo dell’emergenza coronavirus.
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