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Ecco l’ultimatum di Salvetti «Stop al caos o pugno duro»
Il sindaco come anticipato dal Tirreno ieri elenca i provvedimenti per il weekend «Accessi controllati in Venezia e in via Cambini solo a sedere su prenotazione»
livorno
«Abbiamo incontrato i commercianti di via Cambini che si sono detti pronti a collaborare. Hanno coinvolto degli addetti che controlleranno la movida: lì si potrà rimanere nei posti a sedere su prenotazione e passare per strada, ma solo per raggiungere via Roma o via Marradi. E i residenti naturalmente potranno andare a casa. Questa è l’ultima chiamata per i livornesi, altrimenti pugno duro. Ci sono sempre i film che si possono guardare da casa».
A parlare in prefettura all’indomani del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica dopo i disordini avvenuti in Venezia e piazza Attias è il sindaco Luca Salvetti. «In Venezia – lo ha anticipato Il Tirreno ieri – organizzeremo dieci punti di controllo informativo e di sensibilizzazione, con volontari che hanno svolto compiti simili. Saranno in piazza del Luogo Pio (quattro), sugli scali delle Ancora (due), in piazza dei Domenicani (tre), uno in via della Venezia e l’ultimo in piazza Anita Garibaldi. Chi arriverà dovrà capire che lì si sta solo con la mascherina, distanziati e secondo le regole imposte dagli enti sanitari. Questo avverrà venerdì e sabato. Distribuiremo le mascherine, forniremo informazioni e dentro ci saranno i controlli. Chi entra dovrà stare alle regole, altrimenti scattano le sanzioni. È un accordo condiviso col comitato, perché se si chiude una piazza la movida si sposta da un’altra parte. E in mancanza di un decreto istitutivo del coprifuoco non si può gestire una piazza, perché la gente che è fuori chiaramente si sposterà altrove e questo non lo vogliamo».
Il primo cittadino conferma quindi la linea anticipata dal Tirreno in attesa di eventuali decisioni più restrittive di Governo o Regione: «Ma controlli e sanzioni devono rimanere equilibrate, perché altrimenti rischiamo di creare ancora più problemi. Mi appello all’intelligenza dei livornesi, altrimenti il fine settimana successivo si sceglieranno misure più dure».
Il sindaco è rimasto allarmato dalle dichiarazioni del primario di malattie infettive Spartaco Sani, che sul Tirreno di ieri ha consigliato di «chiudere la città o fra poco conteremo i morti». «Il giorno prima la direzione generale dell’Asl mi aveva presentato un quadro sotto controllo, seppur di grande preoccupazione. Poi ho letto l’intervista Sani sul Tirreno e mi sono chiesto se mi avesse detto la verità. Ho chiesto quindi nuovi lumi all’azienda sanitaria e di fronte a nuove rassicurazioni ho ritenuto di proseguire su questa linea, quella decisa durante il comitato».
In conferenza stampa ha parlato anche il prefetto Paolo D’Attilio, presente in qualità di padrone di casa insieme al questore Lorenzo Suraci, al comandante provinciale dei carabinieri Massimiliano Sole, al suo omologo della guardia di finanza Gaetano Cutarelli e alla comandante della municipale, Annalisa Maritan. «Mi appello a genitori e ragazzi – ha detto D’Attilio – perché c’è bisogno della loro collaborazione. I controlli si devono fare con intelligenza e io faccio un plauso a tutte le forze dell’ordine, che hanno sempre affrontato bene le situazioni critiche. Zero multe? Io quando sono arrivato a Livorno ho chiesto che non si facessero gli sceriffi. Dobbiamo ringraziare le forze di polizia». «Abbiamo visto le difficoltà a cui siamo andati incontro e saremo presenti con un cospicuo numero di forze – ha concluso Suraci – Faremo prevenzione, ma non siamo per reprimere nessuno. La situazione è delicata e quando abbiamo di fronte 3-4mila persone intervenire non è facile, bisogna fare attenzione». —
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