Il Tirreno

Livorno

Mazzi di fiori e fotografie per ricordare Erika a un anno dalla sua morte

Mazzi di fiori e fotografie per ricordare Erika a un anno dalla sua morte

I parenti e gli amici della giovane livornese che perse la vita al Mind si sono ritrovati, in lacrime, di fronte alle porte del locale di Sovigliana  

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il racconto

C'erano i genitori, c’era la famiglia e c’erano gli amici. Si sono ritrovati tutti ieri mattina davanti al Mind, la discoteca di Sovigliana, a Vinci, dove una maledetta notte di un anno fa morì Erika Lucchesi, 19enne livornese, dopo aver assunto sostanze stupefacenti.

Ieri erano tutti lì. Davanti alle porte chiuse del locale, per ricordare la loro Erika. L’hanno fatto con foto, fiori e con tanti messaggi.

E poi, le lacrime: perché il dolore per la perdita di quella ragazza strappata alla vita a soli 19 anni è tanto forte da sopportare. “Erika sempre nel nostro cuore” è la frase che le è stata dedicata. E sotto alla foto della giovane, mazzi di fiori e tanti cuori.

Nella mattinata anche il sindaco di Vinci, Giuseppe Torchia, ha raggiunto il Mind per incontrare la famiglia della ragazza. «I genitori di Erika Lucchesi hanno voluto ricordare la figlia, ad un anno dalla scomparsa, nel luogo della tragedia – ha scritto il primo cittadino – mi è sembrato giusto ed opportuno portare loro la mia solidarietà e la vicinanza della città di Vinci. Inoltre, ho evidenziato ad entrambi il mio auspicio che la giustizia individui le giuste responsabilità».

Per la morte di Erika Lucchesi, lo ricordiamo, il prossimo 6 novembre saranno processati, con rito abbreviato, davanti al giudice dell’udienza preliminare di Firenze, i due imputati.

Si tratta del ventottenne tunisino Emir Achour e del ventunenne Matteo Nerbi, uno degli amici di Erika Lucchesi. Entrambi sono accusati, in concorso, di morte in conseguenza di altro reato e di spaccio di sostanze stupefacenti.

In base a quanto ricostruito dalle indagini, coordinate dal pubblico ministero Fabio Di Vizio, la 19enne Erika Lucchesi morì nel locale dopo aver accusato un malore provocato dall’assunzione della droga.

Il pusher tunisino, che si trovava ancora nella discoteca, venuto a conoscenza del fatto avrebbe regalato le pasticche che gli erano rimaste agli altri avventori, in modo tale da uscire dal locale senza la sostanza stupefacente ed evitare, in questo modo, problemi nel caso in cui ci fossero stati controlli da parte dei carabinieri presenti sul posto.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti inoltre, Emir Achour avrebbe venduto ad Erika Lucchesi almeno quattro pasticche di ecstasy. E la cessione sarebbe avvenuta sui divanetti della discoteca di Sovigliana.

Ma ieri è stato il momento del raccoglimento e del ricordo. Tutti si sono stretti intorno alla famiglia di Erika Lucchesi, scomparsa un anno fa in una maledetta notte di fine ottobre, mentre stava trascorrendo una serata nella discoteca di Sovigliana. —

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di Redazione web