La protesta
L'Asa: l'ultimo progetto, lo spostamento del Rivellino
L'ex municipalizzata ricorda l'ex direttore che ha retto il timone negli anni dell'espansione da piccola realtà locale a gestore unico del servizio in oltre 30 Comuni. E saluta Caturegli: "Ciao Michele"
LIVORNO. "Ciao Michele". Inizia semplicemente così il ricordo con cui "l'Asa tutta, amministratori, dirigenti e dipendenti" rende omaggio al suo ex direttore ingegner Michele Caturegli scomparso a 71 anni mercoledì 21. Viene descritto come una "figura di alto profilo professionale e umano" che, dagli anni '90 sino alla pensione, "ha contribuito alla crescita della società e al raggiungimento di importanti traguardi nell’ambito della gestione del servizio idrico, partendo dalla realtà di Amag, la municipalizzata del Comune di Livorno, fino ad arrivare all'attuale azienda, gestore unico di ben 32 comuni dell’Ato 5 Toscana Costa". Quanto al futuro, l'Asa segnala che Caturegli ha "tracciato la rotta e definito le linee strategiche per il piano degli investimenti" dei prossimi anni: a cominciare dalla delocalizzazione del Rivellino.
Dal quartier generale dell'ex municipalizzata si sottolinea il fatto che, operando in squadra con amministratori pubblici e privati, Caturegli è stato capace di "costruire una società che, pur nell’ambito di un servizio regolato, oggi è una delle realtà industriali più importanti del territorio e ne costituisce una leva per lo sviluppo dell’economia agricola, artigianale, industriale e turistica".
Dell'ex direttore vengono ribadite "la lungimiranza, la capacità tecnica, lo spirito innovativo e creativo, soprattutto le doti relazionali": è grazie a questo che Caturegli ha guidato "tutte le grandi trasformazioni dell’ultimo trentennio". L'evoluzione aziendale ha portato l'Asa "da piccola azienda locale che serviva i servizi per il comune di Livorno a grande realtà toscana" grazie all'impegno di Caturegli - viene rimarcato - che ha sempre "colto ogni occasione per mettere in discussione le certezze in funzione di obiettivi sempre più alti e sfidanti", nel segno di "scelte non sempre facili" in virtù delle quali però "oggi tanti cittadini hanno servizi migliori e garantiti".
Fra i progetti ai quali ha dato impulso vengono citati "la transizione informatica e la digitalizzazione dell’azienda e alla costituzione del Sit, il restauro del Cisternone, il superamento delle criticità qualitative in Val di Cornia, la costruzione dei nuovi depuratori di Volterra e Portoferraio, le prime attività utili alle attuali e future interconnessioni acquedottistiche tra diverse zone, la realizzazione di impianti e acquedotti per il riuso delle acque depurate nell'industria della Solvay e nelle acciaierie di Piombino, per citare solo i più importanti".
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