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Approccio “morbido” e zero multe: per ora solo controlli e dialogo

TOMMASO SILVI
Piazza del Luogo Pio, Livorno
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Piazza del Luogo Pio, Livorno

Livorno, Cecina e Rosignano: gli agenti si limitano a riprendere a parole i cittadini indisciplinati 

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LIVORNO. Zero multe. Questo è il dato da cui partire. Perché tutti rispettano le regole? Ni. La verità sta nel mezzo tra la buona condotta della maggior parte dei cittadini e l’atteggiamento morbido delle forze dell’ordine. Il tema è il rispetto delle norme anti-contagio. Due su tutte: indossare la mascherina ed evitare gli assembramenti, rispettando sempre la distanza di sicurezza di almeno un metro. Quella minima necessaria per annullare quasi del tutto il rischio contagio. Chi fa come gli pare, ignorando il dpcm della presidenza del consiglio dei ministri, rischia una sanzione. Per chi non indossa la mascherina, per esempio, è prevista una multa da 400 euro. Ma quante volte accade? In quante occasioni le forze dell’ordine intervengono e staccano il verbale? Poche. La verità è che non succede quasi mai. A Livorno – stando a quanto comunicato dalla polizia municipale – sono stati presi provvedimenti soltanto in due casi. Tutte e due le volte – un episodio risale ad alcune settimane fa, per l’altro invece bisogna andare indietro di qualche mese – si è trattato di ambulanti del mercato ortofrutticolo di piazza Cavallotti. «Ad oggi non risultano altre sanzioni per il mancato utilizzo della mascherina», fa sapere la comandante della municipale, Annalisa Maritan.

Sia chiaro, gli agenti per le strade ci sono. Controllano. Ma per il momento la linea prevalente è quella dell’informazione. A Livorno, ma anche negli altri comuni della provincia. «Capita di trovare persone che indossano la mascherina in maniera sbagliata, magari lasciando fuori il naso, o addirittura tenendola sotto il mento. In queste circostanze gli agenti richiamano il cittadino, invitandolo a coprire bocca e naso correttamente. Qui – dice Dalida Cosimi, comandante della municipale di Rosignano Marittimo – non sono state ancora fatte multe. Va detto che molte persone vanno in giro con la mascherina, sono sempre meno i casi di cittadini che infrangono, anche parzialmente, le regole».

Sarà la crescita della curva dei contagi, o la paura di una nuova chiusura totale, come accaduto a marzo, ma sembra che la gente presti molta più attenzione alle regole anti-Covid. E a confermarlo è il comandante della polizia municipale di Cecina, Armando Ore. «Siamo soddisfatti – spiega – perché vediamo che quasi la totalità delle persone indossa bene la mascherina. Questo vuol dire che il messaggio sta passando nella maniera corretta». Il comandante Ore, poi, ribadisce che in questo momento la linea degli agenti impegnati nei controlli per strada «è quella di informare – spiega – e di far capire ai cittadini l’importanza dell’utilizzo della mascherina. Se poi ci ritroviamo ad avere a che fare con persone che insistono nel mancato rispetto della norma, allora interveniamo con la sanzione, ma per il momento non ce n’è stato bisogno». Approccio amichevole, dunque. Le forze dell’ordine non sono sceriffi. Ed è giusto così. Anche se, a volte, un po’ di polso duro non guasterebbe.

Le immagini del sabato sera nel quartiere Venezia, a Livorno, pubblicato dal Tirreno sulle edizioni cartacee di questi giorni, sono terribilmente eloquenti. Giovani senza mascherina, vicinissimi l’uno all’altro. E poi alcool, droga, bottiglie passate di bocca in bocca. E, come se non bastasse, anche una festa a cielo aperto improvvisata sugli Scali del Refugio, prima di mezzanotte, con decine di fumogeni a illuminare il rione, cori, canti, balli e abbracci. Tutto a poche decine di metri da una decina di mezzi delle forze dell’ordine, impegnate in massa in un servizio di controllo e prevenzione che, alla fine, non ha né controllato né prevenuto. Perché dopo diversi minuti di delirio, e l’arrivo delle volanti della polizia a disperdere la folla di giovani annebbiati dall’alcol, non è scattata alcuna sanzione. E, più in generale, nell’intero sabato sera della Venezia, costellato da atteggiamenti totalmente fuori dalle regole anti-virus, non è stato preso neppure un provvedimento. Tolleranza, sì. Ma senza esagerare. Sennò diventa anarchia. E non va bene.

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