Il Tirreno

Livorno

manutenzioni alL’Eni 

In picchiata per 4 mesi i prodotti petroliferi

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Attenzione, è un effetto “ottico”: non un capriccio delle statistiche ma quasi. In estate è sembrato interrompersi bruscamente il progressivo ritorno alla normalità dopo la tempesta del Covid: ma se in luglio e in agosto la movimentazione complessiva delle merci in porto è tornata a calare è colpa della brusca frenata delle attività della raffineria Eni: interessata da manutenzioni straordinarie e da una fermata dell’impianto di raffinazione, spiegano da Palazzo Rosciano.

Le statistiche non spiegano se e quanto questi interventi mirino a un rilancio e quanto invece non siano che prove tecniche di ridimensionamento di una industria che pur sempre occupa più di un milione di metri di quadri di territorio e dà la busta paga a quasi mille famiglie, metà dipendenti diretti e metà indotto (già prima dell’arrivo del Covid le rinfuse liquide avevano fatto registrare un brutto calo tanto in gennaio che in febbraio, giù di quasi 40 punti nel primo caso e di oltre 33 nel secondo).

Stiamo parlando di un dimezzamento del tonnellaggio a luglio e di un pesante calo (meno 38%) a agosto: mesi in cui, in virtù della «lenta ripartenza delle attività produttive e della bassa domanda di trasporto», i prodotti petroliferi rappresentano tre quarti del traffico merci in porto.

Ovviamente il rispetto della tabella di marcia di impegnative manutenzioni è il requisito per mantenere il sitop produttivo in grande efficienza ma fra i lavoratori non si è spento il ricordo del 2003 quando a una robusta diminuzione del flusso seguì anni dopo il doppio tentativo di cedere la raffineria a un finanziere londinese. —

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