Il Tirreno

Livorno

il contagio “dimenticato” 

Così le particelle degli starnuti “galleggiano” a lungo negli ambienti

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Sul sito web dell’Ordine degli ingegneri di Livorno c’è un dossier dettagliato di 35 cartelle con le “linee guida anti-Covid” (rintracciabile tramite la funzione di ricerca nella homepage).

È stato messo a punto da un team di ingegneri (composto da Antonio Spinazzola, Alessandro Nanni, Maurizio Malvaldi e Paolo Rosabianca) con la collaborazione di Claudio Zingoni, tecnico della prevenzione e, con un titolo chilometrico, è dedicata allo studio su “impianti di purificazione dell’aria per prevenire la diffusione del coronavirus” relativamente a “ambienti di grande affollamento quali centri commerciali, uffici pubblici di grandi dimensioni, cinema, teatri, aerostazioni, stazioni marittime, banche, uffici postali, alberghi, ristoranti, eccetera...)”.

Sotto i riflettori dell’analisi c’è un meticoloso calcolo di quanto restano a “galleggiare” nell’aria le “goccioline” emesse starnutendo, tossendo, parlando. Non solo: utilizzando parametri scientifici si valuta durata della permanenza nell’aria a seconda delle dimensioni delle particelle. È opportuno per mettere l’accento su questo aspetto dimenticato del contagio, come dice anche l’astrofisico Giovanni Pareschi.

Adesso che siamo di fronte all’ondata bis si moltiplica l’esigenza di ridurre quanto più possibile il rischio di contagio così da tener bassi i numeri, evitare il pericolo di sovraffollamento dei letti d’ospedale e, alla fin fine, limitare l’impatto choc sulle nostre esistenze quotidiane che abbiamo già sperimentato per tutta la primavera scorsa.



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