Il Tirreno

Livorno

La protesta di duecento genitori: «Alle elementari Micheli piove dal tetto»

Giulio Corsi
La protesta di duecento genitori: «Alle elementari Micheli piove dal tetto»

Le famiglie creano un comitato: «Da anni la nostra scuola ha problemi strutturali ma il Comune continua a rimandare i lavori e i nostri figli non sono in sicurezza»

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LIVORNO. «Da anni conviviamo con i problemi strutturali di questa scuola. E la pioggia di questi giorni ha peggiorato la situazione: al secondo piano entra acqua dal tetto, sul lato di via della Cappellina sono caduti anche dei calcinacci. E in alcune aule per fortuna chiuse sono venuti giù dei pannelli del controsoffitto». I genitori degli alunni delle scuole elementari Micheli sono preoccupati. E dopo una serie di tentativi col Comune per cercare una soluzione hanno deciso di fondare un comitato e di rivolgersi al Tirreno.

In pochi giorni le adesioni hanno già raggiunto le duecento famiglie. «L’incuria in cui da troppo tempo è lasciata questa scuola sta creando una situazione insostenibile - dicono -, nel 2020 abbiamo fatto diversi consigli d’istituto, anche una riunione in Comune, speravamo in un intervento e invece ad agosto, poco prima dell’inizio della scuola, ci hanno detto che non sarebbero stati fatti i lavori. E i risultati si vedono già con le prime piogge. Basta andare indietro di un anno per leggere sul Tirreno del crollo di un solaio, eppure la situazione non è migliorata di una virgola».

I genitori elencano le problematiche: mancata copertura del tetto, cornicioni cadenti, incompleto rifacimento della facciata. «Si tratta di importanti criticità che, a nostro avviso, non sono mai state trattate con la dovuta responsabilità - dicono -. Denunciamo anche la pessima gestione relativa alla scuola dell'infanzia Menotti, che è stata collocata all'interno della palestra delle Micheli e che ha privato da un lato gli alunni della possibilità di fruire di tale spazio per le attività fisico-motorie e dall’altro sta costringendo i bambini della scuola dell’infanzia Lamarmora a mangiare in classe, un fattore decisamente diseducativo per i bambini e di difficile gestione nell’emergenza Covid».

L’indice è puntato contro l’amministrazione comunale: «Le promesse sono state disattese a più riprese in questi anni, nonostante i fondi fossero già stati messi a bilancio e sia vari assessori che la vicesindaco abbiano più volte dato garanzie ai membri del Consiglio d'Istituto e ai genitori dell'imminente inizio dei lavori - accusa il comitato dei genitori -. Il risultato è che, ad oggi, niente è cambiato e l'incuria e il continuo procrastinarsi dell’inizio dei lavori hanno peggiorato i danni esistenti». I genitori sono preoccupati: «Siamo in ansia nel mandare i nostri figli in una scuola che ha un ambiente strutturalmente non sicuro, dove ad ogni scroscio di pioggia il nostro cuore balza in gola. I nostri figli hanno il diritto di studiare in un ambiente sano e sicuro e non di vivere la scuola in una struttura insana e fatiscente».

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