Il Tirreno

Livorno

«La didattica a distanza in tilt perché la scuola è mal connessa»

Andrea Angeli

Il genitore di uno studente del Niccolini Palli racconta il faticoso avvio dell’anno scolastico (e le mancate risposte alle richieste di chiarimenti) 

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l’intervento

In data 11 settembre, tre giorni prima dell’inizio dell’anno scolastico, sul sito del Niccolini Palli è stata pubblicata la circolare n. 10 sul rientro a scuola in cui i genitori sono stati informati dell’organizzazione delle lezioni e della suddivisione della classe in due gruppi. Dal 14 al 16 i due gruppi si sono alternati in presenza per un’ora e mezza di lezione: fase 1. Dal 17 è entrata in funzione la fase 2 (“didattica in presenza più didattica digitale integrata”) con orario provvisorio di 3 ore giornaliere: metà classe in presenza e metà classe da casa.

Dico “avrebbe dovuto” perché si sono verificati gravi problemi di connessione rilevati dagli stessi insegnanti sul registro elettronico: chi era a casa non aveva la possibilità di seguire la lezione per problemi audio e video in uscita dalla rete internet dell’istituto. Alcuni insegnanti, anche se non sono tenuti a farlo, hanno messo a disposizione la propria dotazione informatica personale e sono riusciti a fare lezione.

Mi sono permesso di inviare una riflessione per email e per pec alla Provincia e all’Isis Niccolini Palli: attendo ancora risposta. Circolare 46 del 2 ottobre: è la fase 3. Didattica in presenza più didattica digitale integrata più didattica per gruppi trasversali. Dal 5 ottobre è entrato in vigore l’orario completo di 30 ore settimanali in cui due terzi della classe in presenza mentre un terzo dovrebbe seguire a distanza. “Dovrebbe” , perché è sempre il caos: solo 2-3 ore delle 5 giornaliere sono state fruibili da chi seguiva a distanza, sempre grazie al buon cuore degli insegnanti che si sono presentati in classe con le dotazioni informatiche personali. Fino al 5 ottobre la sede di via Rossi non è stata disponibile per i preannunciati lavori di adeguamento dell’impianto elettrico e della rete internet: evidentemente i lavori di adeguamento non hanno avuto risultato positivo

Mi sono permesso di inviare una ulteriore riflessione per email e per pec alla Provincia di Livorno e all’Isis Niccolini Palli e questa volta anche all’Ufficio scolastico regionale: attendo ancora risposta.

Atteso che l’emergenza Covid avrebbe condizionato l’anno scolastico col distanziamento degli studenti, atteso che la didattica a distanza era l’unica soluzione professata a livello nazionale in alternativa alla didattica in presenza, perché devo trovare mio figlio davanti a un computer muto o gracchiante? Ore di lezione perse!

Chi aveva il compito di potenziare la rete internet di un istituto scolastico? Perché attivare la 30 ore settimanali se non ci sono le dotazioni idonee? Fumo negli occhi. La risposta sarà: mille problematiche, mancanza di fondi, di personale, ecc. Da marzo di quest’anno viene pubblicizzata la modernizzazione della scuola italiana: ci hanno detto che sarebbe stato sufficiente stendere un cavo. Se l’informatizzazione era così complicata perché non cercare una soluzione per attivare la didattica in presenza? Inizierà lo scaricabarile fra i vari enti. Dulcis in fundo, ad oggi non sono ancora stati nominati due insegnanti. Sta di fatto che... interlocuzione di un mio professore... non siamo ancora pronti. —

Andrea Angeli



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