Il Tirreno

Livorno

editoria: L’APPELLO  

«Nelle edicole c’è crisi, dalla Regione vogliamo supporto e garanzie»

«Nelle edicole c’è crisi, dalla Regione vogliamo supporto e garanzie»

L’allarme del segretario provinciale del sindacato giornalai «Rinnovo del contratto nazionale: sbloccare la trattativa» 

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la lettera

La lettera di seguito è a firma Daniele Domenici, segretario provinciale del sindacato nazionale giornalai d’Italia. Domenici parla dei giorni “movimentati” che sta vivendo Il Tirreno in questa fase di cambio di proprietà e delle ripercussioni che lo stato di agitazione ha avuto sull’attività delle edicole.

Tra i due litiganti, il terzo muore. È quello che possiamo dire, con macabra ironia, a seguito della quinta giornata di sciopero del Tirreno, il “nostro” quotidiano locale: una protesta che ha generato pesanti contraccolpi su noi edicolanti, visto anche che il giornale per due volte non è uscito proprio di domenica (per molti di noi la giornata in cui si registrano gli incassi più alti). Ci teniamo a precisare che noi edicolanti sosteniamo con convinzione ogni forma di sciopero a tutela del lavoro. In questo momento non possiamo però fare a meno di sottolineare anche le difficili condizioni in cui si trova la nostra categoria. A causa delle pesanti difficoltà economiche dovute al mancato sblocco nelle trattative per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro, diventa difficile per noi pensare di scioperare. La situazione è critica: nei prossimi mesi siamo pronti a mettere in atto qualsiasi tipo di azione mirata a salvaguardare il mantenimento delle rivendite nella provincia di Livorno. Vogliamo garanzie. Il nuovo governatore, Eugenio Giani, è andato a far visita ai lavoratori del Tirreno rassicurandoli e dando loro garanzie sulla continuità del quotidiano locale. Alla Regione chiediamo di aiutare anche la nostra categoria: di aiuti noi non ne abbiamo mai ricevuti.

L’auspicio è che la Regione ci risponda in modo concreto e soprattutto con la stessa celerità con cui nei mesi scorsi ci ha chiesto di poter distribuire le mascherine anti-Covid: una richiesta da noi accolta con grande senso di responsabilità, malgrado tutte le problematiche del caso, consapevoli dell’importante servizio di pubblica utilità. Durante il “lockdown” la categoria degli edicolanti è stata definita “essenziale”. Molti di noi hanno rischiato di essere contagiati per meno di mille euro al mese: rimanere aperti però era un dovere civico. Adesso però servono risposte e aiuti concreti. Non possiamo più sopportare i capricci e la totale mancanza di rispetto nei nostri confronti da parte di editori e gruppi editoriali. Non possiamo più sopportare schermaglie all’interno della filiera: queste non fanno altro che condannare il cartaceo ad un ulteriore calo delle vendite, già di per sé risicate. —



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