Gioco
Un’ora e mezzo a giro in centro senza vedere un controllo
È davvero doloroso vedere dei ragazzi e delle ragazze che credono di divertirsi ma che evidentemente non ci riescono, perché bere fino a sentirsi male, picchiarsi o provocare danni, ammassarsi senza rispettare le regole anti-contagio non può essere considerato un divertimento.
Ma se ci limitiamo ad esaminare la questione dell’obbligatorietà della mascherina e del mantenimento della distanza interpersonale ci accorgiamo che il problema del mancato rispetto non riguarda solo i giovani ma anche tanti, troppi adulti.
Che indossare le mascherine nei luoghi pubblici dia fastidio non c’è alcun dubbio, ma sicuramente è più “fastidiosa” la curva crescente dei nuovi casi di coronavirus con il conseguente rischio di nuovi provvedimenti di chiusura. E allora, di fronte a questa situazione, servono più controlli : non c’è altra soluzione. Ma questi controlli a Livorno latitano.
Sabato pomeriggio, dalle 17.15 alle 19, ho fatto un giro in centro: piazza Attias, via Ricasoli, piazza Cavour, via Cairoli e ho notato gran parte delle persone a spasso protette dalla mascherine ma anche tante senza ed altre che la tenevano sotto il mento o al polso. Numerosi anche i gruppi “appiccicati” tra loro. Ebbene, in un’ora e mezzo di camminata non ho incontrato né un vigile urbano, né un poliziotto, né un carabiniere. Solo alle 18,50 ho notato un’auto della polizia municipale attraversare piazza Attias con i lampeggianti accesi: al passaggio della pattuglia la folla si è disgregata piano piano per poi dissolversi. Ecco, il Tirreno non chiede che vengano fatte le multe. Chiede maggior senso civico ai livornesi e più controlli delle forze dell’ordine nei casi in cui il civismo venga meno: a volte basta un semplice ma deciso invito a indossare la mascherina per fare del bene a se stessi e agli altri.
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