Gioco
Muore a 58 anni insegnante del Cecioni: il ritratto di una prof dal cuore gentile
Livorno, aveva vinto l’ultimo premio letterario pochi giorni fa. Il fratello Paolo è stato presidente Pielle e pilota di rally
LIVORNO. L’ultimo premio avrebbe dovuto ritirarlo domenica scorsa a Lucca: Anna Maria Contesini, prof del liceo Cecioni ma anche un talento di scrittrice e di cantante, non ce l’aveva fatta perché il riacutizzarsi della malattia l’aveva costretta in un letto d’ospedale. A distanza di pochi giorni, il suo cuore gentile si è fermato e i suoi straordinari occhi azzurri si sono chiusi per sempre su questo mondo sbandato.
Un cuore gentile ma pieno di cose da dire: con il gusto di un’ironia sottile e il garbo del paradosso. Basti dire che il premio l’ha ottenuto al premio letterario “Racconti nella Rete” con la pubblicazione da parte di una bella casa editrice come Castelvecchi e l’ha guadagnato con un racconto intitolato “Il premio”. Non è tutto: per lo scrittore sconosciuto in cerca di imperitura gloria – questo il filo rosso di quella narrazione così misurata e così tagliente – l’agognato riconoscimento da parte della comunità letteraria (e, ancor di più, del pubblico) si trasforma in una ardita operazione di marketing del maxi-editore che lo espone alla derisione collettiva additando lui stesso il racconto come il più orrendo racconto mai esistito in una gogna che è un po’ XFactor e un po’ Fazio.
Anna Maria, prof di scienze motorie – 58 anni compiuti all’inizio dello scorso mese di luglio, le candeline sulla torta di compleanno da spegnere nello stesso giorno di una donna-icona come la pittrice latinoamericana Frida Kahlo – era anche molto altro: lo sanno i ragazzi e le ragazze speciali che l’hanno avuta a scuola in oltre vent’anni di insegnamento. Nell’ultimo decennio era docente di sostegno al liceo scientifico Cecioni, soprattutto negli indirizzi di scienze umane e dell’artistico; in passato lo era stata all’indirizzo magistrale dell’Isis Niccolini Palli e, prima ancora, all’Istituto Alberghiero di Rosignano.
In questo tempo strapazzato dall’emergenza Covid il “suo” liceo – dov’era stata studentessa e dove aveva vissuto gli anni e le lotte del movimento – la ricorderà sul sito web istituzionale: ricordandone la figura e pubblicandone uno dei racconti.
«Era una persona estremamente dolce e riservata»: così la ricorda la sua collega Marina Sumberaz a nome dei tanti docenti che Contesini ha incrociato nei corridoi del liceo scientifico di via Galilei: «Lascerà un vuoto – tiene a sottolineare – nei tanti ragazzi e ragazze che ha seguito in questi anni: per un insegnante di sostegno il legame con gli studenti e con le loro famiglie non si ferma con la fine del percorso scolastico, i rapporti personali permangono nel corso degli anni. E di lei avranno un bellissimo ricordo, lo sappiamo con certezza».
All’impegno a scuola, come detto, Contesini accompagnava la capacità di esprimersi con il linguaggio dell’arte. L’aveva fatto nei racconti brevi, raccogliendo non solo il premio lucchese in questi ultimi giorni ma anche, nel 2019, a Civitavecchia il premio Centumcellae, altro alloro tutt’altro che marginale. Aveva iniziato a recuperare la voglia giovanile della parola scritta finendo nel 2015 nella rosa dei finalisti del premio Luisa Ronconi con il racconto "I rami vuoti" e poi frequentando seminari e scuole di scrittura.
Già da anni e anni era attiva sui palcoscenici musicali: la musica è l'altra sua passione di sempre. L'ha coltivata studiando canto, poi come soprano nel coro polifonico della Guido Monaco e in un gruppo madrigalistico, di recente invece l'evoluzione artistica l'aveva portata ad avvicinarsi alla musica etno-jazz.
La famiglia d’origine di Anna Maria Contesini è ben nota in città: il padre Andrea, storico consigliere dell’Automobile Club, è stato un imprenditore noto per l’attività nel settore dei ricambi auto; la sorella Angela è una apprezzata psicologa e il fratello Paolo, pure lui imprenditore, è stato campione italiano di rally, presidente della Pallacanestro Livorno e ha avuto un ruolo anche nelle tradizioni remiere con un impegnato in passato nella sezione nautica del rione San Jacopo.
Stamani alle ore 10,30 nella chiesa dei Salesiani (parrocchia del Sacro Cuore), sul viale Risorgimento, si sono svolte le celebrazione del rito funebre: per i familiari, per gli amici, i suoi studenti, le loro famiglie e quanti ne hanno apprezzato le doti di gentilezza e umanità è stata l’occasione per darle l’ultimo abbraccio e accompagnarla nell’ultimo viaggio.
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