Gioco
Calano gli incidenti sul lavoro, ma i morti sono aumentati
Giornata celebrativa in città, con un pensiero al ricordo di chi lavorava sul Moby Prince
l’iniziativa
«Giornate come queste pongono riflessioni diverse rispetto agli altri anni. Il quadro di riferimento può non essere veritiero a causa del Covid, ma ci sono spunti che possono essere di aiuto». Parole di Luca Salvetti, durante la presentazione nella sala cerimonie del comune, della 70esima giornata per le vittime degli incidenti sul lavoro, che in tutta Italia si è celebrata ieri.
Ad intervenire anche il presidente provinciale Stefano di Bartolomeo della Anmil (associazione nazionale fra lavoratori mutilati e invalidi del lavoro) e l’assessore con delega al lavoro, Gianfranco Simoncini. Proprio quest’ultimo non ha dubbi: «Per il lavoratore è un diritto quello di uscire di casa ed essere sicuro che la sera torni fra i suoi cari. Serve impegno da parte delle istituzioni per imporre ai datori di lavoro di esercitare la responsabilità del controllo. Un incidente, anche quando risulta causato da una distrazione, significa che son venuti meno i livelli di protezione e sicurezza che devono essere in campo. Quindi, insistere sulla formazione, e agire conseguentemente sulla prevenzione. Non solo pensare ad assistere e far tornare nel mondo del lavoro chi ha subito gravi incidenti. Aggiungo, che con gli organi di controllo, tanto si è fatto, ma molto si può ancora fare».
Il 2020, registra importanti segni meno rispetto all’anno precedente. Le statistiche, su dati Inail, raccontano che nel 2019 gli infortuni denunciati in Toscana sono stati 32.418 a fronte dei 24.435 di quest’anno (-22%).
Un trend che vale anche per Livorno con un meno 25,9% (2925 contro l’attuale 2167).
La tabella degli infortuni mortali che in Italia l’anno scorso registrava 685 casi, di cui 38 nella nostra regione e zero nella nostra provincia, però registra una impennata: in questi primi 9 mesi 2020, i morti sul lavoro in Italia sono saliti a 823, di cui 39 in Toscana e 4 a Livorno «e il dato ci allarma» dice Di Bartolomeo.
Si torna fortunatamente col segno negativo alla voce malattie professionali denunciate: 5429 contro 4246, e, spostando il focus su Livorno, 926 a fronte degli attuali 668 che danno un – 27,9%, quinta provincia dietro Prato (41,9), Firenze (35,8), Arezzo (34,1) e Siena (32,4).
La giornata di ieri ha visto il ritrovo alle 10,30 davanti alla lapide in memoria delle vittime del Moby Prince al porto mediceo, una strage non solo di viaggiatori ma anche di lavoratori, visto che «oltre 60 di loro, sono morti lavorando» ricorda il presidente Anmil. Non a caso ieri Di Bartolomeo è intervenuto in proposito proprio per mantenere alta l’attenzione su quella tragedia.
A seguire, la consegna di pergamene e targhe a forze dell’ordine, forze armate, rappresentanti della provincia e al sindaco, ringraziando poi tutte le altre categorie che durante la chiusura totale per la pandemia, hanno garantito servizi essenziali prestando la loro opera nei confronti della categorie in difficoltà.
Per ricordare il trentenne di origini albanesi morto a Montenero investito dal camion della sua ditta durante il taglio di alcuni alberi nei primi giorni del mese di maggio, è stato porto un mazzo di fiori ai familiari e prima del rompete le righe, c’è stata la deposizione di una corona proprio in memoria dei 140 scomparsi il 10 aprile 1991. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
