La protesta
Assembramenti, violenza e malori: tre ragazzi feriti durante la movida in Venezia
Livorno: uno di loro si è rotto alcuni denti svenendo a causa della sbornia. Tre volanti della polizia in piena notte riportano la calma
LIVORNO. Centinaia di persone. Alcol a fiumi. Poche mascherine. E assembramenti continui e tre ragazzi feriti. È stato un sabato sera molto complicato nel quartiere della Venezia, con le ambulanze della Svs di via San Giovanni e le volanti della polizia di Stato che poco l’una della notte sono dovute intervenire (con parecchie difficoltà) per placare gli animi, visto che tre ragazzi erano rimasti feriti dopo una pesante sbornia e qualche diverbio in piazza della Loggia della Pescheria, proprio dietro al tribunale.
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Uno di loro, un diciannovenne livornese, svenendo sul ciglio del marciapiede si è perfino rotto alcuni denti ed è stato medicato sanguinante dai volontari della Pubblica assistenza labronica. Un altro giovanissimo – appena 18 anni – è stato invece trasportato in ospedale con una ferita allo zigomo, visto che sarebbe stato preso a pugni da un ragazzo. Ascoltato dagli agenti della Squadra volante dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della questura, diretti dal commissario capo Claudio Cappelli, non ricordava neanche chi fosse l’aggressore. Anche lui, stando a quanto ricostruito, era completamente ubriaco. Così anche gli amici, che non erano in grado di fornire testimonianza alcuna alle forze dell’ordine. Il terzo ferito, 21 anni, al pari del primo si è fatto male da solo, cadendo a terra sotto i fumi all’alcol. Tutti e tre sono stati trasportati in ospedale dalle ambulanze e poi raggiunti dalla polizia per essere ascoltati. Il picco del caos si è raggiunto fra l’una e l’una mezza della notte fra sabato e ieri, con i residenti infuriati che hanno subissato di chiamate 112 e 113. La polizia – di pattuglia nel quartiere – è arrivata con tutti gli agenti a disposizione, mobilitando perfino i colleghi che stavano effettuando un servizio di controllo al centro profughi di Sant’Anna, non lontano da via Borra e dalle zone della movida, visto che i 65 ospiti (a contatto con un positivo al coronavirus, ma risultati tutti negativi ai tamponi disposti dall’Asl) devono comunque ancora rimane chiusi nella struttura, motivo per il quale agenti e militari si alternano nel presidiare l’esterno della struttura.
In Venezia il caos ha riguardato più strade, tutte quelle della movida. E non solo. Via Borra, via della Venezia, scali del Vescovado, piazza del Luogo Pio e piazza dei Domenicani. Centinaia di ragazzi, tutti assembrati, sono stati ripresi dai numerosi filmati che i residenti hanno postato nel corso della notte. Sono quasi tutti senza mascherina e non rispettano chiaramente la distanza interpersonale di un metro, obbligo secondo l’ultimo decreto ministeriale firmato dal premier Giuseppe Conte. Si trovano tutti all’esterno dei locali. «Ho impiegato dieci minuti per percorrere via Borra, non si riusciva a passare», ha raccontato un abitante della zona, infuriato, che è passato di lì attorno all’una della notte.
Era stato così anche qualche settimana fa, con gli stessi residenti che avevano pubblicato in massa video e foto di quanto stava accadendo. C’è stato anche un appello al sindaco, Luca Salvetti, dato che oltre agli assembramenti i residenti hanno lamentato anche il degrado e il disturbo della quiete pubblico, visto che di notte il venerdì (e soprattutto il sabato) non riesco a dormire a causa del baccano all’esterno delle abitazioni. Il tutto, naturalmente, è amplificato dall’emergenza coronavirus, che amplifica anche la rabbia degli abitanti alla vista dei capannelli di persone. Con i proprietari dei locali che fanno il possibile per evitare l’affollamento, ma specie all’esterno possono fare poco, se non invitare i ragazzi a indossarle almeno nelle pertinenze di bar, ristoranti e birrerie. Ma poi, se si spostano, i loro appelli possono servire a poco. —
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