Gioco
«I controlli ci saranno, ma senza gli sceriffi» Il prefetto e i sindaci puntano sul dialogo
Campagne di informazione e avvertimenti per spiegare l’importanza della mascherina
LE REAZIONI
C’è un equilibrio da mantenere quando si parla di obbligo di mascherina. Ed è quello che viaggia sul filo sottile che divide la sensibilizzazione e la repressione.
«Le forze dell’ordine devono essere presenti e attente nelle operazioni di controllo. La norma deve essere rispettata, ma dobbiamo assolutamente evitare situazioni critiche e di tensione». A parlare è il prefetto, Paolo D’Attilio, che poi chiarisce il concetto. «Non dobbiamo fare gli sceriffi, ma è necessario attenersi alle disposizioni che arrivano dal ministero. Ci viene richiesta un’attività di controllo ed è nostro compito svolgerla in maniera rigorosa; dobbiamo, però, anche saper spiegare alle persone l’importanza dell’uso della mascherina. Se poi il solito soggetto ripete condotte scorrette è giusto che venga sanzionato». D’Attilio, poi, dice la sua sulla misura del governo.
«Il virus ha perso di aggressività, meno persone ricorrono alla terapia intensiva, ma la mascherina rimane un elemento essenziale per ridurre il numero dei contagi, e dobbiamo indossarla. Non serve il terrore, ma deve esserci il pieno rispetto delle regole. Per noi, per i nostri figli e soprattutto per i nostri anziani».
Controlli sì, dunque, ma senza eccessi. Lo dice il prefetto, e lo confermano i sindaci. A cominciare da Luca Salvetti. «I controlli saranno intensificati – dice il primo cittadino di Livorno –, anche se ci sono sempre stati. Girando in città, negli ultimi giorni, probabilmente anche a causa della risalita dei contagi in Italia, ho visto molte più persone con la mascherina. Livorno risponderà alle grande alle misure decise dal governo, ne sono sicuro. La nostra città si è contraddistinta anche durante la fase della chiusura totale, a primavera, per il grande rispetto delle regole».
L’attività delle amministrazioni, in questi giorni, passa anche e soprattutto dai tavoli di confronto con le forze dell’ordine. In particolare con la polizia municipale, “sentinella” sul territorio e organo maggiormente delegato, specialmente nelle piccole realtà, a controllare che le persone si attengano alle norme. «L’obiettivo è quello di informare le persone. La misura delle mascherine è necessaria e sostenibile. Dobbiamo cercare di farlo capire a tutti, anche ai cittadini che non parlano la nostra lingua, e che magari hanno maggiore difficoltà a comprendere i decreti del governo», spiega Sandra Scarpellini, sindaca di Castagneto Carducci. E c’è chi scende direttamente in strada, come Samuele Lippi, sindaco di Cecina. «Oggi (ieri per chi legge, ndr) sono andato all’uscita delle scuole per spiegare ai ragazzi l’importanza della mascherina. Trovo giusta la decisione del governo – osserva Lippi – e credo che la misura andrebbe ulteriormente potenziata».
Il sindaco di Rosignano Marittimo, Daniele Donati, definisce «fondamentale la regola sull’utilizzo della mascherina anche nei luoghi aperti. È un modo per far alzare il livello di attenzione della popolazione nei confronti del virus. Stiamo predisponendo un piano di controlli con la polizia municipale. Gli agenti non andranno in giro a dispensare multe, ma si occuperanno soprattutto di effettuare un’attenta campagna di sensibilizzazione nei confronti dei cittadini». Forze dell’ordine e sindaci. Tutti impegnati contro il virus. E per chi ha meno abitanti, la missione è meno dura. «In estate siamo 70mila, ora arriviamo a circa 3mila. Qui alle 21 i bar sono chiusi, non c’è grande movimento. I controlli ci saranno – annuncia Massimo Fedeli, sindaco di Bibbona – e mi auguro che nel nostro piccolo paese vada tutto bene». —
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