Il Tirreno

Livorno

il report dell’avvisatore marittimo 

Barlumi di ripresina negli arrivi di navi

Anche nel trimestre estivo il calo resta marcato (meno 20%) ma per cellulosa e grano si migliora il dato relativo al 2019

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livorno

Neanche nell’era buia del coronavirus il porto presenta sempre e solo segni “meno” nell’arrivo di navi: certo, ovviamente la batosta è stata forte ma con la fine di settembre si è chiuso il terzo trimestre e resta il fatto che rispetto allo stesso periodo del 2019 si sono registrati sul fronte della cellulosa e del grano più arrivi di navi.

È questo uno dei dati che balzano agli occhi nel report di Fabrizio Moniga per conto dell’Avvisatore Marittimo del Porto di Livorno. Beninteso, tutto il resto dei traffici ha messo in mostra cali anche rilevanti ma forse questi due segni “più” non sono solo indice di voglia di speranza: è la rappresentazione di quella capacità di resistere in qualche modo di cui la comunità portuale ha dato prova in mezzo a mille difficoltà.

Resta da mettere in rilievo, in questo contesto che lascia qualche barlume di ripresina, che sono «in deciso calo le motocisterne» e che sul versante delle navi da crociera si sono contati «solo nove scali tecnici». Tenendo presente, comunque, che pesa il fatto che nel terzo trimestre la somma fra traghetti e ro-ro rotabili «costituisce il 70% del traffico navi del porto di Livorno che conta 1.936 arrivi» e rimane complessivamente di 20 punti al di sotto di quel che aveva messo a segno nello stesso trimestre dell’anno precedente.

Nel periodo da luglio a settembre – spiega Moniga – a paragone di quel che era avvenuto dodici mesi prima sulle banchine livornesi abbiamo avuto una flessione negli arrivi di navi contenitori pari al 13%, per quanto riguarda i traghetti siamo in calo del 9,5%.

Più pesante l’andamento del grafico per altre tipologie: sul fronte del trasporto di auto nuove ecco che l’indicatore va giù del 20%, nel campo delle “autostrade del mare” la flessione arriva al 24,4% e per le navi chimichiere si attesta su un meno 22%. Appare più netta la diminuzione nel settore delle motocisterne: ne sono arrivate in porto il 39,6% in meno.

Dunque, arretramenti anche marcati. Ma l’Avvisatore sottolinea che, guardando dentro i dati, queste «variazioni, seppur negative, per alcune tipologie di navi mostrano segnali di ripresa».

Il riferimento è alle navi portacontenitori, la cui flessione si riduce «di 3,5 punti percentuali rispetto al trimestre precedente». Non solo: «migliorano decisamente» i traghetti (rispetto al calo del 41% registrato fra aprile e giugno) e gli arrivi delle navi che trasportano veicoli nuovi («nel trimestre precedente avevano registrato variazioni negative del 54%».

Vale la pena di aggiunge – segnala Moniga – che non si riduce la flessione del traffico ro-ro rotabile totale ma «tra le sue componenti, tuttavia, non vi sono segni “meno” per gli scali in Sintermar». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA



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di Redazione web