Il Tirreno

Livorno

La Svs festeggia 130 anni: via alla mostra storica. E il Presidente della Repubblica la premia

Stefano Taglione
La presentazione della mostra della Svs (foto Michele Silvestri/Marzi)
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La presentazione della mostra della Svs (foto Michele Silvestri/Marzi)

Livorno, da Sergio Mattarella arriva una medaglia. La presidente Marida Bolognesi: "Grazie a tutti i volontari e a chi ci sostiene"

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LIVORNO. Una mostra sulla storia dell'associazione, gratuita e aperta a tutti in via San Giovanni per un mese e mezzo. Poi la medaglia conferita dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. La Società volontaria di soccorso (Svs) festeggia i suoi primi 130 anni di vita. E lo fa aprendosi ancora di più alla cittadinanza, pubblicando pure un libro dal titolo "L'assistenza a Livorno, 130 di valori, passione e innovazione" che, con foto storiche e bellissime, testimonia la storia della città e del soccorso cittadino. 

Scatti d'epoca - ripescati negli archivi grazie al lavoro di Chiara Lo Re (che si è occupata dell'allestimento della mostra e dell'archivistica), Gabriele Milani (fotografia) e Maria Pia Bernardoni - con le vecchie autoambulanze, la sala da ballo un tempo garage dove domenica 11 ottobre, alle 11.45, verrà inaugurata la mostra e le fotografie degli ultimi anni, con gli elisoccorsi a Capraia e gli interventi di emergenza nel pieno delle notti livornesi, per i tanti incidenti stradali che purtroppo scandiscono le ore della città. 

Per preparare i cittadini alla mostra si prevedono due giorni di iniziative il 10 e l'11 ottobre. Il convegno "Promuovere la cultura del volontariato: perché, dove, come" apre le iniziative alle 15. Si parlerà del Codice del terzo settore, delle normative e della cultura del soccorso a cui sono chiamate, per diffonderla, le scuole e le università. Ci sarà il professor Emanuele Rossi, giurista della Scuola superiore Sant'Anna, che collegato da remoto ha partecipato alla conferenza stampa di giovedì 8 ottobre insieme alla presidente Marida Bolognesi, ai tre ricercatori che si sono occupati di tradurre in cartaceo e digitale l'archivio della Svs, la presidente di Fondazione Arte e cultura Olimpia Vaccari, insieme ai dirigenti Cinirio Paoletti, Alessio Cortopassi e Andrea Fabbro.

Al convegno, al Palazzo del Portuale, sono attesi Alessandro Lombardi, direttore generale del ministero del Lavoro, la coordinatrice del Forum del terzo settore Claudia Fiaschi, il dirigente dell'Istituto italiano della Donazione Stefano Tabò, Federico Gelli del Cesvot (ex parlamentare pisano), Elena Innocenti della Fondazione Emanuela Zancan e il presidente della Fondazione Livorno, Luciano Barsotti. Alle 17.30 concluderà la giornata proprio il giurista Emanuele Rossi. Domenica 11, invece, alle 9.45, dopo il saluto della presidente della Svs Marida Bolognesi, alle 11.45, si terrà l'inaugurazione della mostra fotografica. Poi la visita, a mezzogiorno. Sarà un momento emozionante per la cittadinanza e i tantissimi volontari che potranno rivivere il passato, la storia di Livorno e quando ha significato e significa la Svs per la città.

"Ringrazio il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per la medaglia d'oro che ci ha conferito e che abbiamo inserito anche nel nostro libro - dice la presidente della Svs, Marida Bolognesi - per noi è un motivo di grandissimo orgoglio. Poi ringrazio tutti i volontari, che specialmente in questo periodo di Covid-19 hanno dato l'anima come sempre, come ogni altro giorno, con più preoccupazione naturalmente sia da parte loro, sia da parte nostra che dei loro parenti. Durante la quarantena pensavamo di perdere volontari, invece sono aumentari...".

"La cultura del volontariato è un tema molto importante - aggiunge Olimpia Vaccari - e la Società volontaria di soccorso è una realtà importantissima. Lo dico come storica, perché io sono una storica. Questo è un contenitore che ha corso la cronologia del tempo, penso a questo bellissimo impianto che abbiamo sulla parte retro che presenta delle emergenze architettoniche importanti in tardo liberty (dove sarà la mostra ndr). Ci sono archivi e strumenti per la conoscenza dell'attività fondamentali per la storia della città. In forma più laica di realtà simili del volontariato, qui sono passati tutti. Dal porto alla Cassa di Risparmio ci sono tutte le realtà livornesi che hanno sostenuto la Svs. A questa borsa di studio hanno partecipato anche Rotary Club e Lions. C'è già poi un altro volume edito anni fa sulla storia della Svs. Sono emerse tantissime cose della storia di Livorno dagli archivi, perché sono usciti gli ultimi 130 anni della città. L'associazione ha messo a disposizione tantissimo. Grazie a chi ha lavorato sul campo. È stata una scelta difficilissima quella dei documenti, una sintesi molto difficile. Complimenti. Grazie davvero".

"Approfondire quanto questo tipo di forma umana e solidarietà abbia creato questa spinta verso l'innovazione è bellissimo - dice Chiara Lo Re - La Svs è andata oltre tantissime difficoltà che hanno segnato il Novecento. La Svs le ha superate, è andata oltre. I documenti sono bellissimi: la popolazione ha ringraziato i volontari in modo commovente. È stato bello cercare di ricostruire con i volontari storici e attuali anche quella parte di storia che purtroppo negli archivi si era persa. Non è la memoria di Svs, ma della città: questo perché la Società volontaria di soccorso è composta da cittadini. È necessario ricordare anche la storia architettonica di Livorno che nel Novecento è stata importante". "La parte può difficile è stata il tempo, perché il materiale è vastissimo - aggiunge Gabriele Milani - Si va dalla nascita della società ad oggi. Il confronto fra i mezzi del Novecento, ad esempio, e quelli moderni sarà visibile all'interno della mostra. L'archivio versava in stato di abbandono tecnico, perché si pensava più alla praticità che a mostrare ciò che era stato fatto. E va mostrato... va celebrato...".

L'associazione, per tre volte, ha vinto anche la "Barella d'oro", un concorso fra tutte le realtà del volontariato italiano. Un grande successo. "Per me è stata una grandissima opportunità dopo tanti anni fuori dell'Italia tornare nel mio Paese e partecipare con questo spirito di condivisione - racconta Maria Pia Bernardoni - Ci ho vissuto in questo progetto e ha rappresentato il completamento di una missione. Nel corso degli anni questo è il progetto che mi darà la maggiore soddisfazione, ne sono certa. Cercare di mettere insieme un percorso e un'esperienza del genere è stato bellissimo. Bellissima esperienza di dialogo fra il passato e il futuro contemporaneo. Le fotografie, ad esempio, dialogano con il passato. Grazie anche ai volontari che hanno speso la loro pazienza. Questo progetto ha un senso molto forte".

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di Redazione web