La protesta
Confindustria, ora è ufficiale Piero Neri eletto presidente
Ha ottenuto il 99,6% dei voti. Confermate le anticipazioni sul vice Venturi e sulla squadra: fra i livornesi Loddo, Grilli e Santalena, oltre a Ricci
livorno
Non poteva essere più plebiscitario il consenso raccolto da Piero Neri nell’assemblea di associati che l’ha eletto al timone della Confindustria territoriale che copre le province di Livorno e Massa Carrara: 99,6% il sì a Neri, cavaliere del lavoro e numero uno dell’ultrasecolare gruppo di proprietà della sua famiglia, unico candidato in lizza com’è abitudine nel mondo confindustriale. Matteo Venturi, titolare della Venturi Impianti srl è stato eletto vicepresidente vicario e presidente della delegazione massese.
Come anticipato dal Tirreno, a comporre la “squadra” di vertice vanno tre vicepresidenti elettivi: si tratta di Riccardo Grilli (responsabile risorse umane Jsw Steel Italy Piombino) che si occuperà di lavoro e relazioni industriali; di Fabrizio Loddo (direttore della raffineria Eni di Stagno) che ha la delega all’ambiente e alla sostenibilità; di Massimiliano Turci (direttore dello stabilimento Baker Hughes Nuovo Pignone di Massa Carrara) che avrà la delega al coordinamento multinazionali e grandi imprese.
Entrano di diritto nel consiglio di presidenza: Gino Barattini (presidente di E&Mt Group di Massa Carrara) come presidente della Piccola Industria e Bernardino Papasogli Tacca (vicepresidente della Carbonati Apuani) in qualità di leader del Gruppo Giovani Imprenditori. A ciò si aggiunga che Stefano Santalena (amministratore delegato di Hallite Italia Livorno) verrà nominato consigliere del presidente relativamente al settore rapporti interni, sviluppo associativo e organizzazione mentre il past president Alberto Ricci parteciperà alla nuova governance.
Fanno ingresso nel consiglio generale, come eletti direttamente dall’assemblea, dal versante livornese Giovanni Giannone (titolare dell’Agenzia Espressi) e Elena Mannucci (direttore affari legali di Termisol Termica), oltre che, per parte apuana, Giovanni Costantino (Nuovi Cantieri Apuania e Italian Sea Group) e Marco De Angelis (De Angelis Giovanni srl). Nel collegio dei probiviri: Giuseppe Baccioli (Carrara Marble Way Massa Carrara), Nedo Bertini (Cime Piombino), Massimiliano Dentini (infrastrutture e patrimonio Rfi), Sonia Faccin (Family Partner Livorno), Giorgio Franceschi (ex presidente Federmanager Toscana), Andrea Ghirlanda (agenzia marittima Ghirlanda Dante Carrara). Fra i revisori contabili: Giulio Andreani (docente universitario e consulente fiscale in PwC), che ha avuto il maggior numero di consensi e dunque è presidente del Collegio, Francesco Puliti (Studio Puliti-Bandinelli) e Lorenzo Tamburini (Etruria Nord Coop Rosignano).
Illustrando all’assemblea il programma di mandato, Neri ha messo al centro l’intenzione di «contribuire a cambiare il metodo ed i tempi con cui gestire la ripresa dopo il lungo lockdown». Con una idea di fondo: strategie che mirino al rilancio delle attività produttive e al supporto di «investimenti privati e pubblici puntati su poche opere strategiche, soprattutto funzionali a potenziare le infrastrutture per attrarre nuovi investitori nazionali». E il primo passo per cambiare tempi e metodi è indispensabile «una burocrazia che, al contrario di quanto accade da decenni, non sia un ostacolo bensì un alleato forte per consolidare e sviluppare le attività produttive, sia manifatturiere che di servizi».
Un messaggio è stato indirizato al nuovo governatore Eugenio Giani («al quale formuliamo i migliori auguri di un buon governo»): da lui «ci attendiamo molto, soprattutto una particolare attenzione nelle istruttorie dei progetti industriali, con una certezza dei tempi di avvio e di conclusione, tali da corrispondere alle esigenze di pianificazione finanziaria delle nostre aziende».
Occhio puntati sul «recupero del tempo perso per le grandi infrastrutture» (Darsena Europa, Corridoio tirrenico, ferrovie costa-Firenze, impiantistica per i rifiuti speciali): «Ci auguriamo che la volontà politica sia tale da rendere realmente efficace il rapporto tra le scelte della governance politica ed i tempi di attuazione da parte delle strutture tecnocratiche degli assessorati regionali». —
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