Il Tirreno

Livorno

terrore in via garibaldi 

Armato di pistola e con la mascherina rapina la tabaccheria

Stefano Taglione
Armato di pistola e con la mascherina rapina la tabaccheria

Il bandito, un italiano fra i 30 e i 35 anni, ha rubato 500 euro È la seconda volta in due anni: vittima lo stesso dipendente

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È stata la seconda rapina subita negli ultimi due anni. La prima, era il 18 febbraio del 2019, era avvenuta sempre nelle stesse ore (alle 16.20, in pieno pomeriggio), quando al lavoro rimane solo un dipendente e non i titolari Maurizio Nevini e Barbara Galli, generalmente presenti nei restanti momenti della giornata.

Ancora una rapina a mano armata alla tabaccheria Nevini di via Garibaldi, al civico 220. È successo poco prima delle 16 di martedì scorso. Un uomo – descritto dalla vittima come un italiano fra i 30 e i 35 anni – è entrato nel piccolo negozio coperto dalla mascherina anti-coronavirus, con un cappuccio calato sulla testa, un paio di jeans e soprattutto una pistola (non è chiaro se vera o giocattolo) che gli ha puntato al volto. L’arma sarebbe stata leggermente più piccola delle tradizionali Beretta in dotazione a molte forze dell’ordine.

«Allontanati e non chiamare la polizia», gli ha urlato. Poi, senza indossare guanti, ha rubato 500 euro in banconote dal registratore di cassa e si è dato alla fuga, scappando verso il cortile della palestra Accademia dello Sport, proprio di fronte, dove forse lo aspettava un complice o aveva lo scooter parcheggiato. Secondo quanto raccontato da Luca, il dipendente ancora una volta bersaglio della rapina, il bandito non era particolarmente alto e neanche robusto. Da dietro la mascherina si intravedeva un po’ di barba e non si esclude che possa essere un livornese. Non è chiaro se possa essere legato alle ultime due rapine a mano armata avvenute in città nelle scorse settimane (alla Pam di via Roma e alla Lidl di Shangai, con la quale le descrizioni sembrerebbero somigliare).

Dopo l’intervento degli agenti della Squadra volante dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della polizia di Stato, guidato dal commissario capo Claudio Cappelli, sulle indagini procedono i colleghi della Squadra mobile della questura, diretti dal vicequestore aggiunto Giuseppe Lodeserto. Purtroppo la telecamera all’interno del negozio non funzionerebbe, quindi non avrebbe ripreso niente. Bisognerà capire, però, se lungo via Garibaldi ce ne sono altre che possano aver invece ripreso il bandito in fuga. —

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