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Livorno

in via della pina d’oro 

Rissa al minimarket Il questore lo chiude per quindici giorni «E non finisce qui»

Rissa al minimarket Il questore lo chiude per quindici giorni «E non finisce qui»

Il gestore dell’attività sanzionato anche per aver trasgredito le norme per il contenimento del contagio da Covid-19 

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LIVORNO

La maxi rissa, l’intervento delle forze dell’ordine e ora la chiusura per quindici giorni. È il provvedimento adottato dal questore, Lorenzo Suraci, nei confronti di un minimarket in via della Pina d’Oro.

All’interno dell’attività, gestita da un uomo di nazionalità nigeriana, il 6 settembre scorso si sono vissuti momenti di alta tensione. Nell’occasione, una lite tra alcuni clienti del locale si era spostata fin sulla strada. Circa dieci le persone coinvolte. Il titolare del minimarket, anziché chiedere l’intervento delle forze dell’ordine aveva abbassato la saracinesca.

La questura fa sapere che le attività come i minimarket, in seguito alle misure urgenti per il contenimento del contagio da Covid-19, possono stare aperte dalle 6 alle 22. Orari che non sono stati rispettati dal locale teatro della rissa. Per questi motivi, a carico del titolare sono state elevate una serie di contestazioni amministrative per gli illeciti commessi.

Ma soprattutto, il questore ha ordinato la sospensione dell’attività ai sensi dell’articolo 100 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (Tulps, in sigla, ndr), per due settimane. La questura inoltre fa sapere che nei prossimi giorni verranno portati avanti e intensificati i controlli in piazza Garibaldi e zone limitrofe.

Un’intenzione confermata anche dalle parole del questore, che annuncia la tolleranza zero nei confronti dei trasgressori. Anche e soprattutto dell’ordinanza del sindaco che vieta la vendita di alcolici in piazza Garibaldi, piazza della Repubblica, piazza XX e zone limitrofe a qualsiasi ora nei prossimi due mesi. «Continueremo con i provvedimenti di sospensione delle licenze verso chi dà da bere alcolici e agevola la presenza di persone con precedenti. Altri provvedimenti - dice Suraci - sono stati avviati e se non dovessero essere risolutivi proporremo al Comune la revoca della licenza». —

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