Il Tirreno

Livorno

Ora c’è una data per via Goldoni ma abbiamo perso 5 settimane

MAURIZIO SCIUTO*; *docente del Liceo Enriques
Ora c’è una data per via Goldoni ma abbiamo perso 5 settimane

Perplessità sul “balletto delle date” visto che le nuove aule dovevano essere già disponibili

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l’intervento

MAURIZIO SCIUTO*

Abbiamo ormai la garanzia che la consegna della succursale di via Goldoni avverrà il 15 ottobre all'Enriques, permettendo così al liceo di decongestionare la sede di via della Bassata dalle 22 classi in eccesso e di fare lezione a pieno regime. Questa garanzia ci viene data direttamente dalla Presidente Bessi che ha reso comunicazione in questo senso al Prefetto e alla stampa.

Rimane il rimpianto per ben cinque settimane, cioè un settimo dell'anno scolastico, in cui la scuola ha dovuto gestire una difficoltà che si sarebbe potuta evitare predisponendo un piano B, cioè agendo previdentemente. Questo sarebbe stato più che possibile, visto che sul cantiere di via Goldoni campeggia il cartello informativo sui lavori che indica come data presunta di fine lavori il 2 dicembre 2020. Dunque il cantiere, aperto il 5 giugno (la fonte è lo stesso cartello), avrebbe dovuto avere una durata di sei mesi. Ma allora, viene da chiedersi, da dove veniva la comunicazione resa a luglio dalla Dirigente Scolastica al Consiglio di Istituto dell'Enriques secondo la quale la Provincia indicava il 14 settembre 2020 come data presunta di consegna dei lavori? Sulla base di questa indicazione l'ingresso degli alunni nell'edificio di via Goldoni sarebbe dovuto avvenire il 28 settembre. Ma in un documento sulle varianti in corso d'opera pubblicato sulla pagina web della Provincia spunta la “previsione” del 30 settembre come data conclusiva. Di quale previsione si tratta, visto che inizialmente le classi dovevano entrare il 28 settembre e la data ufficiale di fine lavori era il 2 dicembre? E, a fronte di questo balletto di date, davvero non si sapeva o non si poteva immaginare che gli alunni dell'Enriques sarebbero stati per settimane fuori da quell'edificio, compressi, in piena pandemia, in spazi molto più esigui di quelli di cui disponevano lo scorso anno? Davvero non si poteva approntare un piano B per non esasperare ulteriormente una ripartenza già esasperata dalla situazione epidemiologica? Vorrei inoltre far notare che l'amministrazione provinciale non ha mai messo a disposizione dell'Enriques il cronoprogramma dei lavori e non ha autorizzato, almeno fino a un paio di settimane fa, né i giornalisti del Tirreno né il RSPP dell'Enriques a visitare il cantiere per rendersi conto dell'effettivo stato di avanzamento dei lavori. Disponendo di informazioni più precise, l'Enriques avrebbe potuto avanzare tempestivamente la richiesta di un piano B che avrebbe permesso di affrontare le prime cinque settimane di scuola in una condizione decisamente più conforme agli obblighi del servizio pubblico. Perché queste informazioni non sono state fornite? Ormai il balletto delle date è finito, comunque, ne abbiamo una certa, il 15 ottobre, e ne siamo felici. Speriamo però che situazione analoghe non abbiano a ripetersi, e che per essere previdenti, o coerenti con le previsioni relative alla fine dei lavori, l'individuazione di spazi alternativi provvisori (il piano B) divenga un automatismo. Se davvero la scuola è importante. Ogni singola settimana. —



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