Il Tirreno

Livorno

Viaggio dentro Villa Morazzano, per scacciare il degrado il Comune pensa a nozze e convegni

Lucia Aterini
Viaggio dentro Villa Morazzano, per scacciare il degrado il Comune pensa a nozze e convegni

Sarà messo a punto un bando per dare lo storico immobile in concessione  Il valore è di tre milioni e per il restauro bisogna spenderne almeno uno

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LIVORNO. Non si sa chi la commissionò all’inizio dell’Ottocento ma il luogo in cui è sorta, alle pendici di quelle colline così amate dai Macchiaioli, era all’epoca molto gettonato tra i ricchi mercanti stranieri che facevano affari grazie al porto franco di Livorno. Si sa, invece, sicuramente chi fece fiorire questo eden al profumo di mare, e cioé villa Morazzana. Ecco il suo nome. Fu una coppia nella vita e sul palco, i celebri cantanti lirici Renato Stagno e Gemma Bellincioni, che l’acquistarono nel 1894 e la resero fulcro di grandi feste e ricevimenti. Per poco tempo, ma tanto quanto è bastato a renderla un luogo del cuore labronico.

Ora sono rimaste solo briciole di quei fasti che videro in quel luogo artisti e letterati. Nelle stanze, rimesse ma da otto anni mai più aperte, fanno capolino sparuti affreschi e vetri delle finestre lavorati con colori vivaci a suggellare il gusto dell’epoca. Resti passati indenni a danneggiamenti di vandali o agli estri artistici dei writer. E, comunque, l’abbandono della struttura è manifesto con il giardino incolto e le pareti che cominciano a perdere pezzi. Il Comune, di conseguenza, vuol dare allo storico immobile una nuova vita: lo cede in concessione con la speranza che un imprenditore riesca a valorizzarla, a riportarla a quello splendore avuto all’epoca in cui i due cantanti si facevano applaudire su numerosi palchi d’Italia e dell’America.

La villa si articola in cinque parti: un corpo centrale di tre piani più seminterrato e due corpi laterali di un solo piano con copertura a terrazza e due agli estremi che si sviluppano su due livelli, di cui uno seminterrato e l'altro di poco superiore al piano terra del resto dell'immobile. Nel corpo laterale destro, a piano terra, c’è una cappella, oggi sconsacrata. Il giardino, sul fronte della villa, è di forma semiellittica, mentre un parco circondato da un alto muro di recinzione si apre sul retro.

La stima dell’immobile si aggira sui tre milioni di euro. «Dal punto di vista strutturale è tenuta bene - spiega l’assessora al patrimonio Viola Ferroni - Ma ci sono interventi da fare perché dopo il 2012 è rimasta chiusa. Nell’ultimo periodo di utilizzo è stata ostello e poi centro di accoglienza per immigrati». «L’immobile è stato oggetto di una variante urbanistica - riprende l’assessora - che ha ampliato gli utilizzi ed è stato ricompreso anche quello turistico ricettivo. Ora dobbiamo inserirla nel piano delle valorizzazione e alienazioni perché se ci fosse qualcuno interessato al suo utilizzo non si potrebbe cedere. Questo, però, non vuol dire dismetterla». In sostanza l’amministrazione comunale pensa a una concessione. Almeno per il momento. E poi valuteranno in seguito quale percorso prendere se la concessione non andasse in porto.

«Si presta molto bene a intervento privato -va avanti l’assessora - ci siamo confrontati in giunta e stiamo pensando a un intervento attraverso Toscana promozione con un inserimento nel circuito wedding o dei congressi».Un milione di lavori circa è la stima per portare a compimento il restauro che potrebbe essere in carico sempre al privato tramite la concessione di valorizzazione. Che comunque sottende il passaggio da un bando.

LA STORIA

Villa Morazzana è una classica residenza signorile di campagna tipica delle colline livornesi. Infatti a partire dal XVIII secolo molte furono le ville costruite nei dintorni della città realizzate da ricchi mercanti. Villa Morazzana si trova al centro di una area verde vicino a Villa Rodocanacchi e del parco pubblico di Villa Maurogordato.Si ritiene che sia stata costruita nella seconda metà dell’Ottocento sui resti di una precedente casa colonica e certo è che da una mappa catastale datata 1824 risultano i toponimi "Podere di Morazza " e "Monte Morazzana" proprio nei luoghi dove sorge oggi la villa.Non si sa chi furono i successivi proprietari della villa dopo i celebri cantanti che la presero nel 1894, si sa per certo soltanto che nel 1902 la villa fu acquistata dal professor Antonio Arnavas e successivamente ceduta all’Associazione nazionale famiglie caduti e dispersi in guerra che la tenne fino al 1953.Acquisita al patrimonio regionale dopo lo scioglimento di tale associazione, dal 1977 è proprietà del Comune di Livorno. Completamente restaurata e recuperata dal Comune nei primi anni Novanta è stata sede di un ostello fino al 2012. E poi centro di accoglienza per immigrati. -
 

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