Gioco
Un Fondazione per gestire gli impianti sportivi in città
Sono convinto che percorrendo a ritroso la loro storia, dalla stagione della Livorno Sport potremmo trovare la soluzione, non soltanto per Camalich, Neri e Bastia ma complessivamente per lo sport cittadino. Condivido dunque le critiche della consigliera di Buongiorno Livorno Valentina Barale: indire un nuovo bando di gara non rappresenti la soluzione giusta. Esistono sicuramente ottime gestioni private di impianti natatori che non farebbero rimpiangere certo la breve stagione di Sport Management. Ma non si può non tenere conto di come siamo arrivati al bando 2010, dove per i lavoratori ex Livorno Sport valse una clausola sociale integrale della quale gli attuali dipendenti Officine dello Sport non potrebbero più beneficiare.
Questo costringerebbe il Comune a prevedere nel bando una forte premialità verso chi assuma il maggior numero di questi, e quindi un delta contributo/canone degli impianti più oneroso per la collettività e a trovare una difficile ricollocazione per altri. Salto apparentemente di palo in frasca per ricordare come il Comune gestisca direttamente il campo scuola e lo stadio comunale. In questa stagione il Picchi sarà campo di gara per le partite casalinghe di Pro Livorno Sorgenti e Livorno Calcio. Tutto questo significherà avere almeno un match a settimana, con tutto quanto ne consegue per la tenuta del manto erboso, ma sottoporrà il pur ottimo personale comunale, già in sofferenza per la mancanza di turn over, a un carico di lavoro senza precedenti. E quindi? Sul Tirreno di venerdì 18 settembre si riporta la voce di come l’amministrazione stia prendendo in considerazione l’ipotesi di una società pubblica chiamata a gestire gli impianti sportivi. Da ex assessore allo sport sono convinto che questa sia la direzione giusta, tant’è che ho fatto inserire nel programma elettorale del M5S per le amministrative 2019 la proposta di una Fondazione per lo Sport. Un soggetto per la gestione e la manutenzione dell’impiantistica comunale ma pure, assieme all’amministrazione, la progettazione e la realizzazione di nuovi impianti perché nello sport la programmazione è tutto. Una Fondazione che coinvolgendo privati potrebbe portare risorse attraverso le quali organizzare eventi di promozione sportiva che potrebbero portare importanti ricadute economiche per la città in termini di turismo sportivo e marketing territoriale. Tutto questo con il contributo di Coni, Cip, gli enti di promozione e il variegato tessuto societario livornese. Una Fondazione per lo Sport potrebbe così, non solo assorbire i dipendenti Officina dello Sport , ma rivoluzionare totalmente l’impegno del Comune su questo tema. Quanto alla Bastia confido che il sindaco Salvetti riesca a riaprire subito la palestra dalla quale dipendono tantissime discipline. La storia sportiva di Livorno esige questo genere di coraggio e sono certo che su questa ipotesi si debbano trovare convergenze tra tutte le forze politiche.
*Ex assessore allo sport
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